6 Ottobre 2026 ☁ 15°

Valle d’Aosta, la polemica sugli utili di Cva: 300 milioni prelevati

La Compagnia Valdostana delle Acque è al centro di una polemica politica: Fratelli d'Italia denuncia prelievi milionari che potrebbero compromettere la sua competitività

Valle d’Aosta, la polemica sugli utili di Cva: 300 milioni prelevati

La Compagnia Valdostana delle Acque (Cva) è finita al centro di una vivace polemica politica in Valle d’Aosta. Fratelli d’Italia VdA ha sollevato un allarme preoccupante: negli ultimi quattro anni, sarebbero stati sottratti alla società ben 300 milioni di euro, una cifra che rischia di compromettere seriamente il suo futuro.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio, quello delle concessioni idroelettriche, che ha visto recentemente un importante sviluppo con l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della norma di attuazione dello Statuto speciale della Valle d’Aosta. Un provvedimento che, secondo gli esponenti politici, dovrebbe rafforzare l’autonomia regionale nella gestione di questa fondamentale risorsa energetica.

Le accuse di Fratelli d’Italia VdA

In una nota ufficiale, Fratelli d’Italia VdA ha definito scellerata la politica del Governo regionale, che continua a emungere Cva prelevando ulteriori 75 milioni di euro dagli utili del 2026. Il partito ha espresso soddisfazione per l’approvazione della norma sulle concessioni idroelettriche, ma ha criticato aspramente la gestione finanziaria della società.

Secondo Fratelli d’Italia, questi prelievi non solo privano Cva delle risorse necessarie per affrontare le sfide future, ma finiscono per accumularsi negli avanzi di amministrazione della Regione, che non dimostra di saperli spendere in modo efficace. Una situazione che il partito definisce industrialmente miope, finanziariamente costosa e politicamente irresponsabile.

Le conseguenze per Cva

La preoccupazione principale riguarda la capacità di Cva di competere in future gare per le concessioni idroelettriche. Se, come sembra probabile, la trasformazione della società in una società in house non sarà realizzabile, Cva dovrà affrontare grandi operatori nazionali e internazionali. Ogni euro sottratto oggi potrebbe dover essere reperito domani attraverso finanziamenti o emissioni obbligazionarie, con costi aggiuntivi per interessi e commissioni.

Fratelli d’Italia ha chiesto formalmente alla Regione e a Finaosta, azionista di Cva, di non approvare nella prossima assemblea dei soci la distribuzione dei 75 milioni di euro di utili del 2026. Il partito suggerisce di lasciare queste risorse in azienda, destinandole a una riserva strategica per le future gare e per gli investimenti necessari a tutelare il patrimonio idroelettrico valdostano.

L’approvazione della norma sulle concessioni idroelettriche

Il 4 agosto 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato le Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Valle d’Aosta in materia di concessioni di derivazione d’acqua. Un provvedimento che ha suscitato grande soddisfazione tra gli esponenti politici regionali, che lo hanno definito un risultato storico per l’autonomia valdostana.

Renzo Testolin, presidente della Regione Valle d’Aosta, ha partecipato alla seduta del Cdm e ha espresso grande soddisfazione per questo passo importante, che avrà ricadute positive non solo sul piano economico, ma anche su quello ambientale e sociale. La norma conferisce alla Regione responsabilità essenziali in un settore strategico, restituendo al popolo valdostano un risultato concreto.

Anche altri partiti, come Forza Italia Valle d’Aosta e la Lega Vallée d’Aoste, hanno espresso apprezzamento per il provvedimento, sottolineando l’importanza del lavoro istituzionale svolto negli ultimi anni. Tuttavia, la polemica sui prelievi a Cva ha gettato un’ombra su questo successo, sollevando interrogativi sulla gestione finanziaria della Regione.

La vicenda è ancora in evoluzione, e la prossima assemblea dei soci di Cva, prevista per il 21 agosto, sarà un momento cruciale per decidere il futuro della società e delle sue risorse.

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