Il panorama energetico italiano sta attraversando una fase di trasformazione. Dopo anni di dipendenza da fonti fossili, il governo ha tracciato una rotta che combina gasenergie rinnovabili e una crescente attenzione verso il nucleare sostenibile. Questo percorso è stato illustrato in due contesti distinti: una conferenza a Saint Vincent e la recente approvazione parlamentare di una delega che consente al governo di definire le regole per la nuova generazione di impianti nucleari.
Conferenza di Saint Vincent: il ministro Pichetto presenta il nuovo mix energetico
Durante l’incontro intitolato “Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni”, tenutosi a Saint Vincent, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha dichiarato che l’Italia produrrà 40% del proprio fabbisogno di gas e 40% da fonti rinnovabili mentre il restante sarà importato da Francia e Slovenia. Il nucleare verrà introdotto come ulteriore fonte per colmare il divario. Pichetto ha sottolineato l’urgenza di avviare le operazioni subito, ricordando la frase “arriverà fra 15 anni” per rimarcare che senza azioni immediate gli obiettivi rimarranno irraggiungibili. Ha inoltre evidenziato l’impegno della premier: “Entro fine anno arriveranno i decreti attuativi per completare il quadro giuridico”.
Approvazione della delega al governo: il Senato completa il percorso iniziato tre anni fa
Il 23 settembre, a Roma, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge delega sul nuovo nucleare sostenibile seguito poco dopo dall’approvazione di Montecitorio. Il ministro Pichetto ha definito l’evento come “un passo verso il futuro” e ha ribadito che la tecnologia nucleare, integrata con le rinnovabili, è vincente per la sicurezza energetica nazionale e per il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050. La delega prevede l’adozione di uno o più decreti attuativi entro dodici mesi dall’entrata in vigore del provvedimento.
Contenuti chiave della delega
Il testo disciplinare prevede la redazione di un Programma nazionale dedicato allo sviluppo della produzione e dell’uso di energia da fonte nucleare sostenibile e di fusione. Sono incluse anche le norme per la sperimentazione, la localizzazione, la costruzione e l’esercizio dei nuovi impianti, nonché la disattivazione e lo smantellamento di quelli esistenti. Altre aree coperte riguardano il combustibile nucleare lo stoccaggio e lo smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi, la sicurezza, la vigilanza, la governance, la ricerca scientifica e la formazione di nuove competenze.
Il ministro ha concluso sottolineando che il percorso intrapreso negli ultimi tre anni è stato possibile grazie al coinvolgimento di esperti nazionali e internazionali, e che la delega rappresenta “un traguardo e al tempo stesso un nuovo punto di partenza”. Con le scadenze fissate e i decreti attuativi pronti a seguirla, l’Italia punta a rafforzare la propria sicurezza e indipendenza energetica riducendo i costi per i consumatori e adempiendo agli obblighi europei e internazionali di decarbonizzazione.



