La Valle d’Aosta si prepara a un significativo impulso economico grazie all’assestamento di bilancio 2026. Il presidente della Regione, Renzo Testolin ha annunciato un piano di investimenti da 273 milioni di euro destinati a rafforzare l’attrattività del territorio e a rispondere alle esigenze della comunità.
In un contesto internazionale incerto, la Regione ha scelto di diversificare gli investimenti, evitando di concentrarsi su un unico settore. L’obiettivo è quello di creare un impatto positivo duraturo, migliorando la qualità della vita dei valdostani e sostenendo le imprese locali.
Investimenti strategici per il futuro della Valle d’Aosta
Tra i settori prioritari ci sono la tutela del territorio gli impianti a fune l’agricoltura il turismo l’edilizia scolastica e residenziale e la gestione della risorsa idrica. Questi interventi sono stati programmati in collaborazione con gli enti locali, ascoltando i bisogni reali della comunità.
Testolin ha sottolineato l’importanza di un approccio flessibile e tempestivo: “Amministrare significa anche saper cogliere le opportunità e rispondere con tempestività ai bisogni che emergono sul territorio“. L’assestamento di bilancio rappresenta quindi uno strumento fondamentale per affiancare alla programmazione la capacità di dare risposte efficaci alle esigenze dei cittadini.
Critiche e prospettive future
Non tutti sono d’accordo con le scelte operate dalla Regione. Marco Carrel capogruppo di Pour l’Autonomie ha espresso critiche al Disegno di legge 19 definendolo una “coperta dorata” che serve più a tenere unita la giunta che a risolvere problemi concreti. Carrel ha evidenziato che, sebbene i 273 milioni di euro possano sembrare una somma ingente, rappresentano solo il 20% di un bilancio complessivo di 1,6 miliardi.
Tuttavia, Carrel ha anche riconosciuto alcuni aspetti positivi del piano, come i 52 milioni di euro destinati alla manutenzione e al finanziamento degli impianti a fune. Ha però criticato la mancanza di una visione a lungo termine, soprattutto riguardo alla gestione degli impianti sotto i 1500 metri di altezza, un problema che richiede decisioni politiche coraggiose.
Nonostante le critiche, Carrel ha espresso disponibilità al dialogo: “Siamo pronti a parlare con tutti e lo abbiamo dimostrato. Non siamo noi a mettere veti“. La speranza è che, attraverso il confronto e la mediazione, si possano trovare soluzioni condivise per il bene della Valle d’Aosta.



