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Festa di San Giorgio e San Giacomo ad Aosta: tradizione, cucina e musica dal 16 al 26 luglio

Dall'16 al 26 luglio, Aosta ospita la Festa di San Giorgio e San Giacomo, un evento che unisce tradizione calabrese e comunità valdostana con cucina, musica e devozione.

Festa di San Giorgio e San Giacomo ad Aosta: tradizione, cucina e musica dal 16 al 26 luglio

In un angolo della Valle d'Aosta, tra le montagne e la storia, si prepara a prendere vita un evento che unisce due mondi: la Festa di San Giorgio e San Giacomo. Nata per raccogliere gli emigrati calabresi, questa manifestazione è diventata un appuntamento imperdibile per tutti, locali e turisti, che vogliono immergersi in una miscela unica di tradizioni, sapori e musica.

Dal 16 al 26 luglio, l’area sportiva di Montfleury ad Aosta si trasforma in un palcoscenico di cultura e condivisione. La festa, che quest’anno celebra la sua 32ª edizione, offre un ricco programma di eventi che spaziano dalla cucina calabrese alla musica tradizionale passando per momenti di devozione religiosa.

Dalle origini a oggi: una festa che cresce

Tutto ebbe inizio nei primi anni ’90 a Tsambarlet quasi come un’estensione della Festa dell’Unità. Nel 1996, la festa si trasferì al Montfleury, dove continua a prosperare ancora oggi. Il merito va a un comitato organizzatore ridotto ma tenace, composto da sette persone, supportate da una rete familiare allargata e decine di volontari.

“È nata per raccogliere gli emigranti sparsi in Valle e per portare le tradizioni della Calabria qui. Oggi è la festa di tutti”, afferma Giuseppe Tropiano presidente del comitato organizzatore. Tropiano ricorda con affetto l’amico Giorgio Nasso scomparso nel 2009, che fu tra i promotori della festa nel 1992.

Nonostante le sfide organizzative, la festa continua a crescere grazie all’apprezzamento del pubblico. “Il comitato è composto da sette persone, ma nei giorni della festa arriviamo a 40 persone che si turnano. Non è facile organizzare il tutto, ma questa festa dà soddisfazioni, perché la gente la apprezza e ogni anno cresce”, aggiunge Tropiano.

Un mix di tradizione e modernità

Il cuore della festa resta religioso. La messa e la processione con le statue dei santi sono momenti identitari che tengono insieme memoria e presente. “La messa e la processione sono l’anima della festa”, sottolinea Tropiano. La processione finale nella chiesa di Saint-Martin-de-Corléans è un momento di grande emozione, come testimoniano le storie di chi, dopo anni, rivede le statue dei santi.

Ma la festa non è solo devozione. Ogni sera, a partire dalle 19:30, i visitatori possono gustare piatti tipici calabresi preparati dallo chef storico Marco Montanari. Tra i piatti più amati ci sono la parmigiana le melanzane ripiene lo stocco la pasta alla ‘nduja la carne di capra, le grigliate, le salsicce e le costine.

“Il piatto clou è la parmigiana, ma si può venire tutte le sere e mangiare ogni volta qualcosa di diverso”, spiega Tropiano. La cucina è solo una delle attrattive: ogni sera ci sono orchestre e gruppi musicali, gare di tarantella la selezione di Miss San Giorgio e San Giacomo un luna park, stand e la storica lotteria.

Il gran finale con i fuochi d’artificio

Il clou della festa è il gran finale del 26 luglio, con la messa, la processione e uno spettacolo pirotecnico che vale quasi 20 mila euro. “L’anno scorso sono venute persone originarie di San Giorgio Morgeto: quando hanno visto San Giorgio e San Giacomo si sono messe a piangere. Erano 40 anni che non tornavano in Calabria. È stata un’emozione forte per tutti”, ricorda Tropiano.

Questa festa, nata come rito degli emigrati, si è trasformata in un luogo di inclusione e condivisione. Un esempio di come le tradizioni possano unire persone di diverse origini e creare una comunità più forte e coesa.

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