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Aeroporto Corrado Gex: analisi dei ritardi e dei costi, tra polemiche e prospettive

L’aeroporto Corrado Gex in Valle d’Aosta è al centro di un acceso dibattito politico per i costi e i ritardi nei lavori. Scopriamo le criticità e le prospettive future.

Aeroporto Corrado Gex: analisi dei ritardi e dei costi, tra polemiche e prospettive

L’aeroporto Corrado Gex in Valle d’Aosta è tornato al centro del dibattito politico, non solo per la sua importanza strategica nei trasporti, ma anche per le controversie che lo circondano da anni. Durante il Consiglio regionale del 25 giugno 2026, l’interrogazione presentata da Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine ha riportato l’attenzione sui costi e sui ritardi dell’opera, citando anche le osservazioni della Corte dei conti.

Il cuore del problema riguarda l’evoluzione del quadro economico. Secondo quanto riportato dal consigliere Corrado Bellora, il costo dell’intervento è passato da una previsione iniziale di 7 milioni di euro a un progetto esecutivo di oltre 10 milioni di euro, grazie a un aumento del finanziamento di 1,4 milioni di euro. I tempi, inizialmente fissati, sono stati spostati prima a luglio 2026 e poi al 27 agosto 2026, con un avanzamento dei lavori fermo al 60,01% già a marzo.

Le criticità evidenziate dalla magistratura contabile

Le domande politiche sono dirette e senza giri di parole: le criticità evidenziate dalla magistratura contabile sono fondate? Sono previsti ulteriori aumenti di spesa? E soprattutto, quando lo scalo potrà garantire un servizio stabile e strutturato, inclusi eventuali voli di linea?

La risposta della Giunta è arrivata attraverso l’assessore ai lavori pubblici Davide Sapinet, che ha difeso l’intervento su due fronti: la complessità tecnica e la continuità operativa dello scalo. «La ripartenza del cantiere nel 2026 è stata un passaggio importante», ha spiegato, ricordando come l’opera fosse rimasta ferma per oltre un decennio e abbia dovuto fare i conti con degrado e scelte progettuali non più attuali.

Il quadro economico e le varianti

Sapinet ha ricostruito il quadro economico, distinguendo tra aggiudicazione iniziale e successive varianti: 7,39 milioni di euro per i lavori base, una prima variante da circa 1,457 milioni, una seconda da circa 750 mila euro, e una terza ancora da definire, legata anche a richieste degli enti di sicurezza e controllo come Guardia di Finanza, Polizia di Frontiera e Agenzia delle Dogane. Inevitabile, secondo la Giunta, uno slittamento di circa due mesi, con chiusura ora attesa per il 26 agosto 2026.

L’operatività dello scalo e le prospettive future

Sul fronte operativo, l’assessore ha rivendicato che lo scalo non è fermo: attività di aviazione generale, elisoccorso h24 e circa 2.500 passeggeri nel 2026 sui voli privati. Inoltre, dal 13 giugno sono attivi collegamenti charter settimanali per Cagliari e Palermo, destinati a proseguire fino a settembre. L’obiettivo dichiarato resta quello di ampliare l’offerta e, in prospettiva, valutare anche forme di continuità territoriale con contributi pubblici.

Ma è proprio qui che il confronto politico si fa più netto. Per Bellora, l’impostazione complessiva dell’opera resta il vero problema di fondo: «Questa infrastruttura paga il peso di scelte sbagliatissime», ha affermato, ricordando come l’aeroporto fosse in origine uno scalo più piccolo ma funzionale, poi trasformato in un progetto ritenuto sovradimensionato rispetto alla domanda reale e ai cambiamenti del traffico aereo nazionale.

La Giunta difende il lavoro fatto e punta sul rilancio graduale, mentre una parte dell’opposizione spinge invece per una riflessione più radicale, fino all’ipotesi di riconversione dello scalo. È uno scontro che non riguarda solo i numeri del cantiere, ma la visione stessa della mobilità in Valle d’Aosta.

E forse è proprio questo il punto politico più delicato: non tanto quanto costa oggi l’aeroporto, ma quale ruolo reale potrà avere domani. Perché tra ritardi, varianti e promesse di rilancio, il rischio è che il dibattito resti sempre sospeso tra un’infrastruttura incompiuta e una strategia che ancora fatica a trovare una direzione condivisa.

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