6 Ottobre 2026 🌤 17°

Siccità estrema in Valle d’Aosta: temperature record e risorse idriche a rischio

La Valle d'Aosta sta vivendo un'estate di record con temperature che superano i massimi storici e una siccità che mette a dura prova le risorse idriche

Siccità estrema in Valle d’Aosta: temperature record e risorse idriche a rischio

La Valle d'Aosta sta affrontando una delle estati più calde e siccitose degli ultimi decenni. Le temperature hanno raggiunto livelli record, con picchi che superano i 4000 metri di altitudine per lo zero termico un fenomeno che sta avendo conseguenze drammatiche sull’ambiente e sulle risorse idriche.

La situazione è particolarmente critica per l’agricoltura e per la gestione delle risorse idriche, con fiumi in secca e ghiacciai in ritirata. Ma cosa sta succedendo esattamente e quali sono le prospettive per i prossimi mesi?

Temperature record e zero termico sopra i 4000 metri

Secondo i dati raccolti dalla stazione meteorologica di Saint-Christophe a partire dalla metà di maggio le temperature sono salite ben oltre la media, raggiungendo record storici dal 1974. Aprile 2026 è stato il terzo aprile più caldo della storia, mentre giugno ha registrato un aumento di circa 4 gradi rispetto al precedente valore massimo.

Queste temperature elevate hanno avuto un impatto significativo sulle precipitazioni, che negli ultimi tre mesi si sono attestate attorno alla metà della media storica. La combinazione di caldo intenso e scarsità di piogge ha portato a una situazione di siccità estrema con conseguenze dirette sull’agricoltura e sull’ecosistema.

La neve si scioglie un mese prima del previsto

Uno dei dati più preoccupanti riguarda la quantità di neve accumulatasi in montagna durante l’inverno. Quest’anno la sua fusione è stata molto anticipata rispetto alla media storica. Di solito la riserva di neve permane fino a metà luglio, mentre quest’anno è terminata un mese prima.

Tuttavia, la situazione è leggermente meno precoce rispetto al 2026 quando le precipitazioni invernali erano state molto al di sotto della media. Quest’anno le precipitazioni sono state più consistenti, alimentando le falde acquifere che oggi stanno meglio rispetto ad allora.

Fiumi in secca e ghiacciai in ritirata

Le portate dei fiumi forniscono un’altra prospettiva interessante sulle risorse idriche. Nella Dora a Hône i volumi complessivi sono circa alla metà della portata massima, con picchi non facili da seguire giorno per giorno. La maggior parte dell’acqua presente in alveo proviene dalla fusione del ghiacciaio, una risorsa che però non è rinnovabile e andrà esaurendosi nel corso dei prossimi 30-50 anni.

Secondo i rilevamenti di Arpa la media del ritiro del ghiacciaio è di 15 metri all’anno. Per quest’anno si prevede un arretramento superiore a questo dato. Lo zero termico che mantiene una quota molto più elevata rispetto alla media, superando spesso i 4000 metri di altitudine, incide direttamente anche sul limite del ghiacciaio.

Previsioni climatiche e prospettive future

Le previsioni climatiche stagionali indicano che anche agosto e settembre saranno sopra la media dal punto di vista delle temperature. Si tratta però di previsioni ad alta incertezza, che vanno lette come una tendenza dei prossimi mesi.

Le previsioni settimanali, più attendibili, mostrano una tendenza chiara: nelle prossime settimane le temperature resteranno sopra la media e, in almeno una settimana, potrebbero superare i picchi degli anni passati. Si conferma quindi, per altre tre settimane, una fase di caldo persistente.

L’importanza del monitoraggio e della gestione del territorio

Elaborare i dati sul clima e sul cambiamento climatico per saper leggere e poi agire sul territorio è un lavoro complesso. In Valle d'Aosta, una squadra composta da Arpa il Centro Funzionale la Fondazione montagna sicura e la Fondazione Cime lavora per supportare il territorio.

Insieme, mettono in campo una rete integrata di competenze che permettono di analizzare i rischi in modo coordinato, permettendo all’amministrazione e alla politica di prendere decisioni e gestire le problematiche al meglio. Le azioni di monitoraggio, studio, previsione e gestione del territorio sono messe in atto attraverso un lavoro di rete che va ad alimentare anche l’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica.

L’organo è coordinato congiuntamente dall’assessore alle Opere pubbliche, territorio e ambiente Davide Sapinet e dall’assessora all’Agricoltura e risorse naturali Speranza Girod e lavora sui dati forniti per un monitoraggio puntuale e attento del territorio.

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