Nella cornice aperta della Coumba Freidaa Doues, è andato in scena l’avvio di Musicastelle 2026 con Joan Thiele. Il palco allestito tra le montagne ha raccolto un pubblico di circa 600 persone che hanno assistito a un concerto intimo e calibrato, costruito sul dialogo tra voce e chitarra e su arrangiamenti minimali.
Con una scaletta che unisce influenze soulelementi di pop e indie-elettronicoJoan ha scelto una formazione ridotta: sul palco erano presenti il bassista Emanuele Triglia e il batterista Steasyuna line-up che ha evidenziato le sfumature timbriche della cantante e la centralità della sua chitarra.
La performance a Doues e l’atmosfera della Coumba Freida
Il concerto si è svolto sotto un sole più generoso del previsto, un dettaglio che l’artista ha commentato con leggerezza durante la serata: «Fa caldo, non me l’aspettavo». L’impianto sonoro e la disposizione del pubblico hanno favorito una percezione diretta del suono, con la chitarra che spesso si perdeva nella vastità del paesaggio montano, amplificando l’intimità dell’esibizione. Joan si è presentata con un look che mescolava citazioni rock a un’estetica personale, e la scenografia naturale ha fatto da sfondo a brani che alternavano ritmi morbidi e momenti più ritmati.
La scelta di una formazione essenziale ha permesso di mettere in evidenza la qualità interpretativa: la voce di Joan, definibile come una sintesi tra ricerca sonora e immediatezza emotiva, è stata il vero fulcro del live. Grazie a un sound che ricorda suggestioni vintage e richiami latini, l’esibizione ha mantenuto un equilibrio tra sperimentazione e accessibilità.
Scaletta, collaboratori e brani chiave
La serata si è aperta con il pezzo intitolato La forma liquidaseguita da Acqua blu e da altri brani tratti dall’album pubblicato un anno fa. Tra i momenti che hanno caratterizzato il concerto si segnala Tramontocostruito su un campionamento che richiama atmosfere cinematografiche e che ha mostrato la capacità della cantante di fondere elementi diversi in un’unica cifra stilistica.
Interazioni e dichiarazioni sul palco
Prima di eseguire PutaJoan ha dedicato qualche parola al tema del rispetto e dell’autodeterminazione, pronunciando la frase: «Dobbiamo sempre farci rispettare come donne». Il riferimento ha contribuito a contestualizzare il brano in una cornice che unisce impegno e sensibilità personale. Nel corso dell’esibizione l’artista ha anche raccontato l’origine di alcuni pezzi: presentando Bacio sulla fronte ha spiegato che si tratta di un brano fortemente autobiografico, legato alle radici familiari e all’identità sospesa tra diversi mondi.
Il finale a cappella e il bis
Il momento più intenso si è avuto con l’esecuzione di Ecoproposta solo con chitarra e voce. Joan ha introdotto il brano definendolo come una lettera personale: «una sorta di lettera a mio fratello e a mia madre»e ha dedicato il pezzo alle famiglie non convenzionali aggiungendo «Sono piene di amore». L’interpretazione finale, caratterizzata da un passaggio a cappella, è stata accolta in un silenzio quasi totale e ha rappresentato il culmine emotivo della performance.
La chiusura del main set è arrivata con Volto di donnaseguita dalla presentazione dei musicisti e da applausi calorosi che hanno richiamato Joan per un breve bis. Dopo circa 50 minuti di concerto la cantante è tornata sul palco per riproporre Acqua blutrasformando il finale in un momento di festa: gran parte del pubblico si è alzata in piedi per ballare e salutare l’artista.
L’esibizione a Doues ha confermato la capacità di Joan Thiele di coniugare eleganza e immediatezza, mettendo al centro la voce e la narrazione personale attraverso brani che mescolano sonorità diverse. La formula adottata — una line-up ridotta, brani tratti dall’ultimo lavoro e momenti di pura semplicità musicale — ha reso il concerto un evento intenso e raccolto, perfettamente in sintonia con l’ambiente naturale della Coumba Freida.



