6 Ottobre 2026 ☁ 21°

Desertificazione bancaria in Piemonte: la situazione critica del 2026

Nel 2026, il Piemonte è tra le regioni più colpite dalla chiusura degli sportelli bancari, con 665mila persone che vivono in comuni senza accesso a servizi finanziari essenziali.

Desertificazione bancaria in Piemonte: la situazione critica del 2026

Nel 2026, il Piemonte si trova ad affrontare una crisi senza precedenti: la desertificazione bancaria sta lasciando 665mila cittadini e 48.300 imprese senza accesso a servizi finanziari essenziali. Secondo un’analisi recente, il 65,8% dei comuni piemontesi è privo di uno sportello bancario, una percentuale che colloca la regione al quarto posto in Italia, dopo Molise, Calabria e Valle d’Aosta.

La situazione è particolarmente grave nella provincia di Torino, dove 19.706 imprese operano in comuni senza filiale bancaria, il valore più alto del Paese. Questo fenomeno non riguarda solo le aree rurali, ma anche città e paesi di medie dimensioni, dove la banca rappresenta un presidio fondamentale per famiglie, artigiani e attività produttive.

La disomogeneità della copertura bancaria in Piemonte

Un dato paradossale emerge dall’analisi: il Piemonte ospita province che figurano tra le migliori in Italia per densità di sportelli rispetto alla popolazione, ma la copertura territoriale resta disomogenea. A Cuneo, quarta provincia italiana per sportelli ogni 100mila abitanti, la filiale è presente solo in 104 comuni su 247. Situazione analoga ad Asti, quinta nella graduatoria nazionale, dove il servizio è attivo in appena 47 comuni su 117.

Questa disomogeneità crea un divario significativo tra le aree ben servite e quelle completamente abbandonate. La chiusura degli sportelli non riguarda solo le operazioni finanziarie, ma anche il rapporto di fiducia tra banche e comunità locali. Giovanni Genovesio presidente di CNA Piemonte, sottolinea che la banca «non è soltanto un luogo di operazioni finanziarie: è un interlocutore che conosce il territorio e accompagna gli investimenti delle piccole imprese».

Le conseguenze della chiusura degli sportelli

Negli ultimi dieci anni, gli sportelli bancari in Italia sono diminuiti del 36,7%, scendendo da oltre 30 mila a poco più di 19 mila. I comuni privi di banca sono saliti a 3.456, coinvolgendo 4,8 milioni di cittadini e oltre 310 mila imprese. Questo fenomeno non riguarda solo il Piemonte, ma l’intero Paese, con un impatto significativo sulle aree interne e periferiche.

La trasformazione digitale, se da un lato offre nuove opportunità, dall’altro rischia di ampliare le disuguaglianze. Delio Zanzottera segretario regionale di CNA Piemonte, afferma che «la digitalizzazione non può tradursi in una ritirata dai territori. Nei piccoli comuni vivono imprenditori, famiglie e molti anziani che continuano ad avere bisogno di un rapporto diretto con la filiale». Rinunciare alla presenza fisica significa ampliare le disuguaglianze e rendere più difficile fare impresa.

Le richieste di CNA Piemonte

CNA Piemonte chiede un confronto con il sistema bancario, le istituzioni e gli organismi di vigilanza affinché la digitalizzazione sia accompagnata da modelli capaci di garantire prossimità, ascolto e sostegno. La competitività del Piemonte passa anche dalla possibilità, per cittadini e imprese, di continuare ad avere una banca vicina nei territori più fragili.

In un contesto in cui la desertificazione bancaria continua a crescere, è fondamentale trovare soluzioni che possano garantire l’accesso ai servizi finanziari per tutti. La presenza fisica delle banche nei territori è essenziale per sostenere lo sviluppo economico e sociale, soprattutto nelle aree più vulnerabili.

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