L’Italia sta vivendo una desertificazione bancaria senza precedenti. Nei primi sei mesi del 2026, sono stati chiusi altri 126 sportelli, portando il numero totale di filiali a 19.016. Questo fenomeno non riguarda solo le aree rurali, ma sta colpendo anche le grandi città, con conseguenze significative per milioni di cittadini e imprese.
Secondo i dati dell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, la riduzione della rete fisica delle banche non è stata omogenea in tutto il Paese. Alcune regioni, come la Liguria, la Lombardia e la Valle d'Aosta, hanno registrato cali più marcati rispetto ad altre. Inoltre, il numero di comuni totalmente privi di sportelli bancari è aumentato, con quasi 11,5 milioni di italiani che vivono in territori con un accesso limitato ai servizi finanziari.
Le regioni più colpite
La Liguria è la regione che ha registrato il calo più consistente nel numero di sportelli bancari, con una riduzione del 2,6% rispetto alla fine del 2026. Seguono la Lombardia (-1,7%) e la Valle d’Aosta (-1,6%). Tra le regioni con la più alta incidenza di comuni senza sportelli, spiccano il Molise (83,8%), la Calabria (74,5%) e la Valle d’Aosta (74,3%). All’estremo opposto, l’Emilia-Romagna si distingue con una percentuale di comuni senza filiali pari all’8,2%.
Il Piemonte è un altro esempio significativo di questa tendenza. Secondo i dati della Cna, il 65,8% dei comuni piemontesi è privo di uno sportello bancario, una percentuale che colloca la regione al quarto posto in Italia. Nella sola provincia di Torino, ci sono 19.706 imprese localizzate in comuni senza sportello bancario, il valore più elevato d’Italia.
Le grandi città non sono risparmiate
La desertificazione bancaria non risparmia nemmeno le grandi città. Milano, Roma e Palermo sono tra le città che hanno registrato il calo più marcato nel numero di sportelli bancari rispetto al 31 dicembre 2026. Milano ha perso il 16,2% delle sue filiali, seguita da Roma (-14,1%) e Palermo (-13,9%). Anche città come Genova, Torino e Napoli hanno registrato riduzioni significative, con cali superiori alla media nazionale.
Le differenze territoriali emergono con evidenza anche osservando la densità degli sportelli rispetto alla superficie e alla popolazione. Roma, ad esempio, conta appena 0,66 sportelli per chilometro quadrato e 30,81 sportelli ogni 100mila abitanti. Milano, invece, presenta una rete molto più concentrata, con 3,16 sportelli per chilometro quadrato e 42,52 ogni 100mila abitanti. Il divario diventa ancora più evidente confrontando il Nord e il Sud del Paese, con città come Verona e Padova che superano quota 50 sportelli ogni 100mila abitanti, mentre Napoli si ferma a 21,28 e Palermo a 19,51.
L’impatto sulle imprese e la popolazione
Il fenomeno della desertificazione bancaria ha un impatto significativo anche sul tessuto produttivo. Nei primi sei mesi del 2026, sono aumentate di 640 unità le imprese con sede nei comuni rimasti senza sportelli, mentre l’estensione complessiva delle aree interessate è cresciuta di altri 276 chilometri quadrati. Questo fenomeno non può più essere considerato un problema esclusivo delle aree periferiche, ma coinvolge anche le principali città italiane.
La crescita dell’internet banking non è sufficiente a colmare il vuoto lasciato dalla chiusura delle filiali. Secondo l’Osservatorio, l’utilizzo dei canali digitali continua ad aumentare, ma restano ampie fasce della popolazione che, per ragioni anagrafiche, sociali o legate alla limitata copertura digitale di alcuni territori, continuano ad avere bisogno di uno sportello fisico. La riduzione della rete bancaria rischia quindi di tradursi in un accesso più difficile ai servizi finanziari, soprattutto per gli anziani, le piccole imprese e i residenti dei comuni più periferici.
Il Gruppo Iccrea rimane il gruppo bancario con il maggiore presidio territoriale, con 2.450 sportelli. Seguono Intesa Sanpaolo (2.295 filiali), UniCredit (2.252) e Bper Banca (2.073). Nonostante la presenza di questi grandi gruppi, la desertificazione bancaria continua a rappresentare una sfida significativa per il Paese, con conseguenze profonde per milioni di cittadini e imprese.



