Il Tempio crematorio di Aosta è rimasto inattivo dall’ottobre 2024 fino a fine maggio 2026 a seguito di rilevamenti che hanno superato i limiti consentiti di ossido di azoto e monossido di carbonio. Durante la sospensione, per garantire la continuità dei servizi funebri, sono stati organizzati trasporti di salme fuori dalla valle, con un costo complessivo che supera i 300mila euro. Ora la chiusura è terminata, ma un nuovo nodo finanziario si è aggiunto al dossier.
Le cifre in gioco: 300mila euro di spese per il crematorio
Il costo sociale del periodo di inattività comprende la gestione dei funerali, le operazioni di smaltimento fuori zona e le opere di adeguamento ambientale necessarie per la riapertura. La somma, stimata in più di trecentomila euro, è stata calcolata aggregando le spese di trasporto, i compensi per il personale extra e gli interventi tecnici volti a contenere le emissioni nocive. L’entità di questa spesa ha inevitabilmente sollevato il dibattito su chi, tra il Comune di Aosta e la società in house Aps dovesse farsi carico dell’onere.
Il diverbio tra Comune e Aps sulla ripartizione delle spese
Le parti hanno espresso interpretazioni diametralmente opposte. Aps sostiene che i costi sociali siano di competenza del Comune, in quanto l’ente è l’unico beneficiario dei servizi funebri regionali. Il Comune, al contrario, argomenta che tali spese spettino alla società in house, di cui detiene la totalità delle quote, perché il servizio è gestito direttamente da Aps. Per risolvere la contrapposizione, l’allora presidente di Aps, Matteo Fratini, ha commissionato un parere pro veritate che ha confermato la posizione della società.
Il parere pro veritate di Matteo Fratini
Il documento, redatto da consulenti indipendenti, ha evidenziato che l’onere dei 300mila euro rientra nella gestione ordinaria dei servizi cimiteriali, perciò dovrebbe gravare sul bilancio di Aps. Tale valutazione è stata poi contestata dal Comune, che ha richiesto una seconda analisi legale.
La risposta legale del Comune
Gli avvocati dell’Amministrazione comunale hanno prodotto un parere che ribaltava la conclusione di Fratini, sostenendo che il costo sociale è una spesa di competenza comunale, poiché il servizio è destinato a tutta la popolazione valdostana. I due pareri, così contrastanti, hanno bloccato l’approvazione del bilancio di Aps per diversi mesi, con il Comune che ha più volte rimandato la delibera citing “problemi di impostazione”.
La svolta sul bilancio: il nuovo presidente Cristiano Pivato
Con la costituzione di un nuovo consiglio di amministrazione a fine luglio 2026, Cristiano Pivato è stato nominato presidente di Aps. Nelle sue prime dichiarazioni, Pivato ha rassicurato che “formalmente non ci sono problemi di bilancio” e ha confermato che, dopo una verifica tecnica, il bilancio di Aps resterà in utile nonostante l’onere dei 300mila euro. Ha annunciato che il Consiglio di amministrazione si riunirà entro il prossimo lunedì o martedì per approvare il bilancio definitivo.
Prospettive per la quinta Commissione “Controllo e garanzia”
Il tema verrà discusso nella riunione della quinta Commissione “Controllo e garanzia” del Comune, prevista per giovedì 15 ottobre. Il presidente della commissione, Giovanni Girardini, ha invitato le parti a fornire massima trasparenza sul ragionamento che ha portato a un allineamento di posizioni. Il sindaco Raffaele Rocco ha precisato che la “forzatura” percepita è stata semplicemente la segnalazione di una interpretazione non ammissibile, e che ora la questione è chiara e condivisa.



