8 Ottobre 2026 ☁ 16°

Aosta condanna a 2 anni per violenza su agente a Brissogne

Un 31enne egiziano condannato a più di due anni per aver aggredito sessualmente una carceriera a Brissogne, mentre il sindacato chiede riforme urgenti.

Aosta condanna a 2 anni per violenza su agente a Brissogne

Il tribunale di Aosta ha emesso, lo scorso 7 ottobre 2026, una sentenza che condanna a due anni e due mesi di reclusione un cittadino egiziano di 31 anni per i reati di violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale. I fatti si sono verificati nel febbraio dello stesso anno all’interno della casa circondariale di Brissogne dove l’uomo era già detenuto.

L’imputato, durante un normale intervento degli agenti della Polizia penitenziaria avrebbe opposto una violenta resistenza e avrebbe molestato sessualmente una collega, evento che ha scatenato una lunga fase investigativa e, infine, il giudizio in prima istanza.

Sentenza di Aosta: dettagli della condanna

Nonostante la Procura avesse richiesto l’assoluzione, la corte di primo grado ha ritenuto provata la sussistenza di entrambi i capi d’accusa, confermando la responsabilità dell’uomo per violenza sessuale e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha stabilito una pena di due anni e due mesi la quale è stata comunicata all’imputato in assenza, poiché egli era già stato rimpatriato in Egitto dopo la sua scarcerazione e l’espulsione dall’Italia.

Reazioni del Sindacato Sinappe: richieste di prevenzione e risorse

Il Sinappe sindacato nazionale autonomo della Polizia penitenziaria, ha espresso immediata solidarietà alla collega aggredita, definendo l’accaduto un chiaro segnale della vulnerabilità a cui sono sottoposti gli agenti nelle strutture carcerarie. Il sindacato ha sottolineato come la risposta penale, per quanto adeguata, intervenga solo dopo il verificarsi del fatto, e ha quindi rimarcato la necessità di investire in misure preventive.

Dichiarazioni di Matteo Ricucci

Matteo Ricucci, vice segretario regionale del Sinappe, ha dichiarato: «Il nostro obiettivo deve essere la prevenzione, perché i colleghi non possono svolgere il loro lavoro in una condizione di perenne esposizione al rischio di violenze umane e fisiche». Ricucci ha aggiunto che la vita quotidiana nella casa circondariale di Brissogne è diventata sempre più complessa, richiedendo interventi strutturali per garantire la sicurezza del personale.

Intervento di Raffaele Tuttomondo

Raffaele Tuttomondo, segretario nazionale del Sindacato, ha definito la sentenza un “segnale importante e doveroso”, ma ha contestato la persistenza di criticità sistemiche. Il sindacato, ha precisato, necessita di un incremento reale degli organici dotazioni strumentali adeguate e protocolli operativi chiari. Tuttomondo ha chiesto al Ministero della Giustizia segnali espliciti di tutela e la massima fermezza verso chi viola le regole della convivenza civile e della legalità.

Fatti dell’aggressione e procedura di espulsione

L’accaduto, avvenuto nel, si è svolto mentre gli agenti cercavano di ricollocare il detenuto nella sua cella. Secondo le ricostruzioni, l’uomo ha opposto una violenta resistenza e, nel contesto della lotta, ha effettuato una molestia sessuale su una agente, fattore che ha determinato l’apertura di un procedimento penale. Dopo la condanna, il detenuto non ha potuto assistere alla lettura della sentenza, poiché era già stato trasferito fuori dal Paese; la sua espulsione verso l’Egitto è avvenuta subito dopo la scarcerazione, in conformità con le disposizioni di legge vigenti.

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