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Celebrazione al Castello di Sarre per l'ottantesimo del primo voto femminile

Al Castello di Sarre si è tenuto un convegno dedicato agli 80 anni dall'ingresso delle donne nelle urne: riflessioni istituzionali, memoria locale e la presentazione di un libro dedicato ai protagonisti della Liberazione.

Celebrazione al Castello di Sarre per l'ottantesimo del primo voto femminile

Il Castello di Sarre ha ospitato sabato 30 maggio un momento di memoria e riflessione intitolato “Libertà di scegliere: ottant’anni dal primo voto delle donne“. L’iniziativa ha voluto mettere a fuoco non soltanto l’evento storico del 2 giugno 1946, quando le donne italiane per la prima volta furono chiamate alle urne in occasione del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, ma anche le conseguenze di quella scelta per la comunità valdostana.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti istituzionali, studiosi e testimoni, offrendo prospettive diverse sulla valenza sociale e politica di quell’appuntamento. L’evento è stato moderato da Luciano Caveri e ha visto gli interventi di figure come il Presidente della Regione Renzo Testolin, il Presidente del Consiglio Valle Stefano Aggravi, l’ex Ministro della Giustizia Marta Cartabia e la Direttrice dell’Istituto storico della Resistenza Rosalba Dondeynaz, oltre alla ricercatrice Adriana Meynet e a Kata Tüttő, Presidente del Comitato europeo delle Regioni, intervenuta in collegamento video.

La portata della conquista: dalla marginalità alla partecipazione

Durante il suo intervento il Presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, ha ricordato come il diritto di voto rappresenti molto più di un atto amministrativo: è il riconoscimento pieno della persona nella vita pubblica. Secondo Aggravi, la frase “libertà di scegliere” racchiude il passaggio dalla esclusione alla responsabilità condivisa, ossia dalla marginalità politica alla partecipazione effettiva ai processi decisionali.

Il ruolo delle donne valdostane

Aggravi ha messo in evidenza anche il contributo specifico delle donne nella storia regionale: la loro partecipazione alle urne ha avuto effetti concreti sulla vita istituzionale e sociale della Valle d’Aosta. Ha sottolineato come una comunità sia davvero libera solo se riconosce e valorizza la propria storia e garantisce la partecipazione di tutte le persone alla vita democratica, individuando nella memoria storica uno strumento per rafforzare il presente.

Il contesto regionale: autonomia e voto femminile

Il Presidente della Regione Renzo Testolin ha collegato l’anniversario del primo voto femminile a una fase cruciale per la definizione dell’Autonomia speciale valdostana. Ha ricordato che il voto del 2 giugno 1946 si intreccia con la fine di un percorso segnato dalla resistenza e dalla ricerca di forme istituzionali proprie: nella Valle d’Aosta, 28.500 donne si presentarono alle urne per la prima volta, contribuendo a un cambiamento di portata storica che accompagnò il passaggio dalla monarchia alla Repubblica.

Un passaggio epocale

Nel suo discorso Testolin ha insistito sul concetto che l’accesso al voto fu uno dei tasselli che permisero alla Regione di affermare la propria identità istituzionale. Il voto femminile non fu un evento isolato ma parte di un più ampio processo che trasformò il rapporto tra cittadinanza e istituzioni, offrendo alle donne strumenti di partecipazione e rappresentanza che si sono consolidati nel tempo.

Memoria locale e pubblicazioni: il volume su Saint-Maurice de Sarre

Nel corso della mattinata è stato presentato il libro “Saint-Maurice de Sarre, 1945-2026“, a cura di Adriana Meynet, che dedica attenzione agli abitanti di Sarre impegnati nella Liberazione. La ricercatrice ha spiegato che il volume vuole essere sia un omaggio ai protagonisti di quegli anni sia un invito rivolto alle nuove generazioni a riflettere su come i diritti devono essere custoditi e difesi nel tempo.

Perché conservare la memoria

Meynet ha sottolineato che il recupero delle storie locali permette di comprendere come decisioni apparentemente lontane influenzino ancora oggi la vita collettiva. Il libro è stato concepito come uno strumento di ricordo, ma anche come una spinta alla responsabilità civica: i diritti ottenuti non sono garantiti per sempre e richiedono attenzione e tutela continua.

Interventi e riflessioni finali

Alle voci istituzionali si sono affiancate osservazioni di carattere storico-europeo, con l’intervento in remoto di Kata Tüttő, che ha posto l’accento sul valore transnazionale del riconoscimento dei diritti civili e politici. L’ex Ministro Marta Cartabia ha contribuito con riflessioni sul ruolo delle istituzioni nella promozione dell’uguaglianza di genere, rimarcando la necessità di politiche attive per consolidare i progressi ottenuti.

In sintesi, la giornata al Castello di Sarre ha combinato memoria, analisi istituzionale e testimonianza locale per restituire il senso profondo di un diritto che ha trasformato la società italiana e valdostana. Tra le pagine del volume presentato e gli interventi pubblici, è emerso un messaggio comune: la democrazia si alimenta di partecipazione, memoria e cura costante dei diritti.

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