La presentazione dei risultati dell’indagine condotta dalla Chambre Valdôtaine in collaborazione con l’Istituto Guglielmo Tagliacarne ha tracciato un quadro complesso dell’economia regionale: elementi di solidità convivono con criticità strutturali che richiedono politiche mirate e investimenti in competenze.
Durante il convegno svoltosi a Palazzo regionale sono intervenuti rappresentanti istituzionali e tecnici, tra cui l’assessore Luigi Bertschy, il presidente Roberto Sapia, il responsabile degli osservatori Paolo Cortese e il divulgatore Pepe Moder, che hanno messo a fuoco dati statistici, percezioni delle imprese e proposte operative.
Indicatori macroeconomici: tra performance e fragilità
Il quadro quantitativo restituisce segnali rassicuranti: la Valle d’Aosta registra un valore aggiunto di circa 5,3 miliardi di euro e un reddito pro capite che la colloca tra le prime regioni italiane. Il tasso di disoccupazione è significativamente inferiore alla media nazionale, a testimonianza di una capacità di mantenere livelli occupazionali elevati rispetto ad altri territori.
Settori in crescita e segnali di sofferenza
Il terziario, e in particolare il turismo, mostra dinamiche positive con prospettive di espansione. Al contrario, industria e costruzioni evidenziano una contrazione, quest’ultima influenzata dal venir meno degli stimoli legati ai bonus edilizi. Queste tendenze delineano una crescita disomogenea che richiede strategie differenziate per settore.
Dimensione aziendale, capitale umano e domanda di lavoro
Il tessuto produttivo valdostano è dominato dalle microimprese: oltre il 70% delle aziende ha meno di 10 addetti, un elemento che spiega molte delle risposte incerte raccolte dall’indagine su temi strategici come digitalizzazione e passaggio generazionale.
Mismatch tra domanda e offerta
Le previsioni di assunzione segnalano circa 21.000 nuovi ingressi, ma il 55% di queste figure è giudicato di difficile reperimento. Questo mismatch interessa soprattutto il settore turistico e altri comparti stagionali, e rischia di limitare la capacità di crescita delle imprese se non si interviene su formazione e attrazione di competenze.
Età degli imprenditori e ricambio generazionale
Un tratto rilevante è l’alta età della classe imprenditoriale: oltre il 20% degli imprenditori ha più di 65 anni e molti imprenditori non hanno pianificato il passaggio generazionale. L’indice di capacità generazionale (ICG) si mantiene modesto, segnalando la necessità di misure per favorire il ricambio e la continuità aziendale.
Digitalizzazione, AI e strumenti di policy
L’adozione di tecnologie digitali nelle PMI resta limitata: un segmento significativo dichiara di non aver aggiornato gli strumenti digitali o di non utilizzarli affatto. Su questo fronte si concentra l’allerta degli esperti, che richiamano attenzione su investimenti, incentivi e formazione.
L’intelligenza artificiale come opportunità
Pepe Moder ha sintetizzato il messaggio chiave: l’Intelligenza Artificiale non è una moda, ma uno strumento operativo paragonabile a una patente che va ottenuta con formazione e sperimentazione. I numeri nazionali mostrano un divario tra PMI e grandi imprese nell’adozione dell’AI, e la Valle d’Aosta rischia di rimanere indietro se non sfrutterà i contributi e le misure in campo.
Incentivi e iniziative locali
La Regione ha già attivato misure come contributi a fondo perduto fino al 50% per la digitalizzazione, il Voucher Digit Vda dedicato alle MPMI e programmi transfrontalieri come Techyourworld. Questi strumenti mirano a ridurre il gap tecnologico e sostenere la transizione digitale e verde delle imprese locali.
Verso una strategia di lungo periodo
Il quadro complessivo invita a non limitarsi a letture superficiali: se da una parte permangono elementi di forza — reddito pro capite elevato, turismo dinamico, tasso di disoccupazione contenuto — dall’altra permangono nodi strutturali su cui intervenire con scelte di politica economica, formazione e infrastrutture.
Le proposte emerse al convegno sottolineano l’importanza di programmazione, risorse mirate e partenariati pubblico-privati per sostenere innovazione, ricambio generazionale e competitività. In assenza di interventi coordinati, la capacità di evolvere del sistema imprenditoriale rischia di essere limitata dai vincoli demografici e dalle difficoltà nel reclutare competenze adeguate.
In conclusione, la Valle d’Aosta non è in crisi profonda ma si trova a un bivio: consolidare i punti di forza e mettere in campo politiche attive per superare le debolezze strutturali, trasformando così i dati raccolti in strumenti concreti per il futuro delle imprese.



