Il centro storico di Aosta è stato teatro di un nuovo episodio di vandalismo nella notte tra il 28 e il 29 agosto. La vetrina del Caffè Deorsola situata in via Gramsci di fronte a Palazzo regionale, è stata infranta intorno alle 4.30 del mattino. L’episodio, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, ha lasciato tracce di sangue e una sensazione di insicurezza tra i residenti e i commercianti.
Un episodio che non sorprende
L’episodio non è isolato. Negli ultimi mesi, il centro di Aosta ha visto un aumento di episodi di vandalismo e comportamenti antisociali. Il titolare del Caffè Deorsola, Maurizio Tagliaferro, ha dichiarato: «Ormai siamo quasi abituati a una situazione di caos che da un po’ di tempo regna in questa zona». Una frase che riflette la frustrazione di chi vive e lavora in un’area sempre più esposta a disordini.
Le testimonianze dei residenti
Alcuni residenti hanno riferito di aver sentito schiamazzi e urla già intorno a mezzanotte, con l’intervento di un paio di pattuglie delle forze dell’ordine. La notte è proseguita con episodi di guida pericolosa in via Festaz e, infine, con la rissa che ha portato alla distruzione della vetrina del Caffè Deorsola. Le telecamere hanno ripreso la scena: un gruppo di circa dieci giovani, tra i 25 e i 30 anni, ha iniziato a litigare, utilizzando sedie del dehor come armi improprie.
Le richieste di maggiore sicurezza
Forza Italia Valle d’Aosta ha sollevato la questione della sicurezza nel centro di Aosta, chiedendo maggiore controllo del territorio, videosorveglianza e una presenza più incisiva delle forze dell’ordine. Il partito ha ricordato di aver sollevato il problema già nella precedente legislatura comunale, attraverso gli interventi dei consiglieri Renato Favre e Paolo Laurencet. La contestazione politica è precisa: secondo Forza Italia, le segnalazioni si sono susseguite nel tempo senza produrre una risposta adeguata.
La questione della sicurezza diventa inevitabilmente anche una questione politica. Perché se in una determinata area del capoluogo si ripetono episodi di vandalismo, schiamazzi, guida pericolosa e violenza, il problema non riguarda soltanto chi materialmente commette questi atti. Riguarda anche la capacità delle istituzioni di prevenire, controllare e intervenire. Comune, Regione e autorità di pubblica sicurezza hanno competenze differenti, ma il cittadino non vive la pubblica amministrazione per compartimenti stagni: pretende che le istituzioni collaborino e che il territorio sia presidiato.
Le conseguenze per i commercianti
Le conseguenze di questi episodi sono concrete per chi vive e lavora nel centro cittadino. Il titolare del Caffè Deorsola ha espresso la sua frustrazione: «Non sono entrati nel locale, quindi l’allarme non ha suonato. Si è accorta di quanto accaduto una mia dipendente, che alle 6 è arrivata per aprire il bar. Mi ha subito chiamato, sono arrivato e ho controllato la registrazione delle videocamere di sorveglianza».
Confcommercio Valle d’Aosta ha espresso solidarietà al titolare del locale e al personale, sottolineando che le attività commerciali non sono semplici spettatori di quanto accade nelle strade del centro, ma rappresentano un vero e proprio presidio di sicurezza e legalità. «Le nostre attività non sono semplici spettatori di quanto accade nelle strade del centro, ma rappresentano un vero e proprio presidio di sicurezza e legalità», ha dichiarato Graziano Dominidiato, presidente di Fipe Confcommercio Valle d’Aosta.
Le richieste concrete
Le richieste avanzate da Forza Italia sono nette: più controlli nelle ore serali e notturne, videosorveglianza realmente utilizzata in modo efficace, presidi mirati nelle aree più problematiche, maggiore coordinamento tra Comune, Regione e autorità di pubblica sicurezza, oltre a una linea rigorosa nei confronti di vandalismi e comportamenti violenti.
Forza Italia ha scelto di alzare ulteriormente il livello dello scontro politico, sostenendo che la maggioranza che governa Aosta dovrebbe «pensare meno ai Pride e alle battaglie ideologiche e dedicare più tempo, risorse ed energie alla sicurezza». È una posizione volutamente provocatoria, destinata a far discutere, ma il punto politico sottostante è chiaro: secondo il partito, le priorità dell’amministrazione cittadina devono essere rimesse in ordine e la sicurezza deve tornare in cima all’agenda.
La questione, però, non dovrebbe essere ridotta alla contrapposizione tra destra e sinistra. La sicurezza non è una bandiera ideologica. È una condizione essenziale della libertà quotidiana: poter chiudere un bar senza paura, dormire senza essere svegliati dalle urla, attraversare il centro di notte, non trovare al mattino vetri rotti davanti alla propria attività.



