Un’onda di neve sul lato francese ha modificato all’ultimo momento i piani per la riapertura del valico alpino. L’Anas, insieme al gestore francese, aveva programmato la riapertura per venerdì 22 maggio con una cerimonia di incontro tra mezzi spazzaneve; tuttavia una valanga che ha interessato la Rd100, a circa cinque chilometri dal confine, ha reso inevitabile una decisione prudenziale: il passaggio internazionale non sarà consentito fino a quando non saranno garantite le condizioni di sicurezza.
Per la giornata prevista rimarrà comunque operativo il tratto italiano della strada: la S.S. 26 della Valle d’Aosta sarà nuovamente percorribile senza limitazioni da Les Suches (La Thuile) fino al confine di Stato, ma l’attraversamento del valico non sarà autorizzato. Questa soluzione consente di restituire mobilità ai collegamenti locali senza compromettere la sicurezza lungo il versante francese.
Perché l’apertura sarà solo parziale
La decisione di limitare la riapertura al solo versante italiano nasce dall’impossibilità temporanea di garantire la percorribilità sul lato francese dopo l’evento slavina. Il punto interessato è la Rd100, dove la massa nevosa ha invaso la sede stradale a breve distanza dal confine; di conseguenza il transito internazionale resta sospeso fino a un intervento completato e certificato da entrambi i gestori. L’Anas e il partner francese hanno concordato che la cerimonia ufficiale prevista al confine venga rinviata e riprogrammata solo quando le condizioni saranno verificate in modo congiunto.
La tempistica della cerimonia e del traffico
Secondo il piano originario la cerimonia con l’incontro delle frese italiane e francesi era prevista intorno alle 10:30, con il via libera al traffico internazionale atteso per le 11; al manifestarsi della valanga questi orari sono stati rivisti. L’Anas ha informato che la riapertura effettiva interessa esclusivamente il tratto locale e che ogni evento celebrativo al confine sarà posticipato a data da destinarsi, in attesa del ripristino completo della sicurezza sul versante francese.
Interventi tecnici e stato dei lavori
Le operazioni di sgombero neve erano già in corso da inizio maggio: il personale specializzato ha operato con turbine fresaneve e lame dotate di dispositivi spargisale per ripulire il tracciato. I tecnici hanno inoltre provveduto a rimontare le barriere laterali e la segnaletica verticale che erano state rimosse e stoccate in rimessa lo scorso ottobre 2026 per evitare danni da valanga. Gran parte del lavoro è stato completato sul versante italiano, consentendo la riapertura parziale del collegamento.
Tratti già riaperti
Il segmento più a valle, compreso fra Pont Serrand e Les Suches, era stato riaperto al traffico già mercoledì 6 maggio, permettendo agli utenti di circolare su porzioni significative della S.S. 26. Tuttavia la continuità verso la Francia dipende ora dalle attività di rimozione neve e dall’ispezione del tracciato francese, che dovranno certificare l’idoneità alla circolazione prima di consentire l’attraversamento internazionale.
Cosa cambia per cittadini e visitatori
Per chi si sposta in quota il messaggio è chiaro: il versante italiano garantisce mobilità locale fino al confine, ma non è possibile oltrepassarlo. I servizi di informazione hanno raccomandato di verificare aggiornamenti prima di mettersi in viaggio; la limitazione è temporanea e motivata da ragioni di sicurezza. Le autorità indicano che la riapertura completa avverrà non appena saranno ripristinate le condizioni di piena sicurezza su entrambi i lati.
Prossimi passi e comunicazioni ufficiali
L’Anas e il gestore francese continueranno a coordinarsi per operazioni congiunte di sgombero e verifiche tecniche. La cerimonia ufficiale che prevedeva l’incontro delle frese sarà rinviata: la data verrà fissata solo dopo le certificazioni di sicurezza necessarie. Nel frattempo rimangono attivi i contatti informativi per aggiornare residenti, autorità locali e viaggiatori sulle evoluzioni delle condizioni del colle e delle strade di accesso.