La controversia politica in Valle d’Aosta si concentra su una serie di dossier sensibili che, secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, rivelano una gestione inadeguata da parte della giunta regionale. I consiglieri Walter Musso, Massimo Lattanzi e Alberto Zucchi hanno scelto una conferenza stampa per raccogliere e mettere in fila criticità che vanno dalla sospensione della circolazione nelle gallerie di Sorreley e Signayes, ai rallentamenti nei lavori di ampliamento dell’ospedale Parini, fino alle nomine al Casinò e ai ritardi dell’elettrificazione ferroviaria.
Il leitmotiv dei tre esponenti è la mancanza di programmazione e controllo: per Musso, Lattanzi e Zucchi la Regione reagirebbe solo quando le questioni diventano emergenze concrete, senza adottare strategie preventive. Secondo loro, questa modalità espone il territorio a disagi economici e sociali e mette in luce presunte carenze di governance istituzionale e trasparenza nelle interlocuzioni con le società concessionarie.
Le gallerie di Sorreley e le accuse su comunicazione e tempistica
Il caso delle gallerie viene descritto dai delegati di FdI come emblema di disorganizzazione: la chiusura programmata per un periodo prolungato è stata comunicata solo all’ultimo momento, suscitando stupore e rabbia nelle comunità locali. Zucchi ha portato in evidenza documenti che, secondo lui, dimostrerebbero come la società concessionaria Sav Spa avesse già previsto interventi di adeguamento a bilancio dal 2026 e una richiesta autorizzativa al Mit risalente a giugno 2026. Questo elemento è stato usato per sostenere che la Regione non abbia esercitato un controllo tempestivo sulla programmazione delle opere.
Richiesta di assemblea dei soci e responsabilità
In risposta alla chiusura, i consiglieri di maggioranza avevano predisposto una risoluzione per impegnare il Presidente della Regione a convocare l’assemblea dei soci di Sav Spa e sollecitare soluzioni per ridurre i disagi. L’obiettivo dichiarato è quello di valutare tutte le opzioni tecniche e organizzative, compresa la possibilità di mantenere una viabilità parziale durante i lavori. L’opposizione, però, ha parlato di una strategia tardiva: per i gruppi contrari, l’iniziativa appare come una ricerca di legittimazione politica di Testolin anziché l’esercizio naturale delle sue prerogative istituzionali.
Il cantiere del Parini e i timori sui costi e sui tempi
Altro nodo critico è l’ampliamento dell’ospedale Parini, progetto che ha incontrato nuove sospensioni e che riapre il tema dei costi e delle responsabilità in caso di annullamento delle gare. Musso ha messo in guardia sui possibili effetti: se il Tar dovesse annullare la procedura d’appalto, la domanda su chi si farà carico della spesa rimarrebbe aperta. Nel dibattito emerge una contrapposizione tra la necessità di modernizzare le strutture sanitarie e la richiesta di maggiore chiarezza nella gestione amministrativa.
Ritardi nell’elettrificazione e ruolo della Regione
La questione dell’elettrificazione della linea ferroviaria è stata anch’essa al centro delle rimostranze: Lattanzi ha richiamato l’attenzione sui ritardi e ha osservato che, pur riconoscendo responsabilità a Rfi, la Regione avrebbe potuto esercitare meglio il suo ruolo di garante e controllore. Il rischio, secondo i critici, è di lasciare infrastrutture determinanti per la mobilità regionale in una condizione di incertezza che penalizza pendolari, imprese e turismo.
Nomine, partecipate e la dimensione politica della contestazione
Oltre ai cantieri e alle gallerie, i tre esponenti di FdI hanno sollevato dubbi sul destino delle nomine al Casinò, alla Cva e ad altre partecipate. Lattanzi ha posto l’accento sul fatto che una giunta con il presidente e il vicepresidente sub iudice non dovrebbe detenere pieni poteri in materia di designazioni, per evitare conflitti di interesse e decisioni poco trasparenti. La richiesta è dunque quella di sospendere scelte strategiche fino a quando non si ristabilisca una situazione istituzionale pienamente legittima e trasparente.
Il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Musso, Lattanzi e Zucchi è quello di una opposizione che chiede più responsabilità, controllo e comunicazione da parte dell’esecutivo regionale. Le tensioni restano alte: da un lato la necessità di interventi infrastrutturali non rinviabili; dall’altro, la richiesta di rigore amministrativo per non gravare ulteriormente su cittadini e imprese. La politica regionale dovrà ora decidere se rispondere con atti concreti e dialogo istituzionale o se la disputa rimarrà sul piano delle accuse reciproche.