Il mercato immobiliare in Valle d’Aosta sta vivendo un periodo di grande dinamismo, con un aumento significativo delle compravendite nel 2026. Questo trend è fortemente influenzato dal turismo, che sta trasformando le dinamiche di acquisto e vendita, soprattutto nelle località più rinomate. Ma quali sono i dettagli di questa crescita e quali sfide si presentano?
Secondo il report Fiaip Monitora Valle d’Aosta presentato dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionisti valdostana le compravendite nel 2026 hanno registrato un incremento del 15,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un totale di 2.561 transazioni. Questo dato rappresenta un record per la regione, che nel 2026 aveva visto 2.216 compravendite.
Le località turistiche trainano il mercato
Il turismo è il principale motore di questa crescita. Le località più rinomate come CourmayeurCerviniaGressoneyAyasCogne e La Thuile hanno registrato un aumento significativo delle transazioni. Questi comuni, infatti, rappresentano un mercato a tre velocità, con una domanda sostenuta e un’offerta in diminuzione, che inevitabilmente porta a un aumento dei prezzi.
Angelo Aresu, presidente regionale Fiaip ha spiegato che il modello di riferimento per il calcolo delle compravendite si basa sui dati dell’Agenzia delle entrate, che considerano appartamenti di 80/90 m² classificati in base alla vetustà. Roberto Nale, vicepresidente Fiaip ha aggiunto che il trend per il 2026 prevede un ulteriore aumento del 4% rispetto al 2026, in linea con il dato nazionale.
I comuni con più compravendite
I comuni che hanno registrato più di cento compravendite nel 2026 sono stati Aosta (402), Courmayeur (207), Valtournenche (178), Gressan (120) e Saint-Vincent (116). Tuttavia, la maggioranza dei comuni, 57 su 74 ha registrato meno di 50 transazioni. In quattro comuni – BardJovençanOyace e Rhêmes-Notre-Dame – non è stata registrata alcuna compravendita.
Il mercato a tre velocità
Il mercato immobiliare valdostano è caratterizzato da tre velocità diverse. Le località turistiche registrano il maggior numero di transazioni, seguite da Aosta e alcuni comuni della media Valle. Il capoluogo, in particolare, ha un mercato stabile dal 2026, con un prezzo medio di 1.604 euro al metro quadrato.
Fuori dalle zone turistiche e da Aosta, la situazione è diversa. 48 comuni su 74 restano sotto la media nazionale sia per numero di compravendite sia per quotazioni, che sono molto basse. Questi comuni, purtroppo, non hanno attrattive turistiche o residenziali significative.
Il ruolo degli stranieri e degli affitti turistici
Il turismo ha un impatto significativo anche sull’acquisto di seconde case da parte di stranieri. Angelo Cominelli, vicepresidente Fiaip ha spiegato che tra il 2026 e il 2026 è stato registrato un incremento di turisti di circa 3,6 milioni l’anno in regione, con un aumento del 12% di turisti stranieri nel 2026, raggiungendo un totale di 4,5 milioni.
Luca Molteni, segretario Fiaip ha aggiunto che gli stranieri acquistano prevalentemente seconde case in cui passare le vacanze, investendo anche in alberghi o riqualificando vecchie strutture. Le zone di maggior investimento sono quelle del Monte Bianco del Cervino e del Monte Rosa.
Un altro dato interessante riguarda gli affitti turistici. Da un paio di anni è stata promulgata una legge che obbliga i proprietari a munirsi di un codice identificativo. In Valle d’Aosta ci sono circa 9.000 codici che rappresentano il 6,47% degli immobili censiti. Questo dimostra l’economia prevalentemente turistica della Valle.
Le luci spente di Aosta
Ad Aosta, la situazione degli alloggi sfitti è preoccupante. Su 21.000 abitazioni censite solo 16.600 sono occupate da famiglie residenti, lasciando un saldo di circa 4.400 appartamenti liberi. Di questi, 620 sono affitti brevi, mentre 3.800 sono definiti luci spente ovvero appartamenti vuoti.
Le ragioni di questa situazione sono molteplici: incertezza del diritto per riottenere un immobile con un inquilino moroso, aumento dei costi di ristrutturazione e la difficoltà di affittare a famiglie con redditi precari. Inoltre, gli alloggi non ristrutturati sono molto energivori, rendendo rischioso affittarli a famiglie con redditi precari.
Mutui e case ecosostenibili
Infine, un passaggio importante riguarda i mutui. Gli istituti di credito sono sempre più interessati a finanziare acquisti di case ecosostenibili, con mutui definiti green. Questi mutui sono più favorevoli e le rate più accessibili per i clienti che devono pagare il mutuo. La collaborazione tra istituti di credito e operatori è fondamentale per garantire la conformità normativa e promuovere l’acquisto di immobili con classe energetica elevata.



