7 Ottobre 2026 ☁ 14°

Turismo montano in crescita: Ferragosto 2026 batte ogni record

L'afa estiva spinge gli italiani verso la montagna: a Ferragosto 2026 si registrano 1,6 milioni di presenze, con una crescita strutturale del turismo estivo

Turismo montano in crescita: Ferragosto 2026 batte ogni record

L’estate italiana sta vivendo una rivoluzione nelle scelte di vacanza. Mentre le città d’arte soffrono il caldo torrido, la montagna si conferma come la destinazione preferita per sfuggire all’afa. A Ferragosto 2026, tra il 14 e il 17 agosto, le località montane hanno registrato circa 1,6 milioni di presenze, un dato che testimonia una tendenza in forte crescita.

La montagna conquista l’estate

Secondo le stime del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti, l’intero mese di agosto dovrebbe chiudere con 11,7 milioni di pernottamenti in montagna, con un aumento del 2,3% rispetto allo scorso anno. Questo dato è più che doppio rispetto alla crescita stimata per le altre destinazioni turistiche. Le città d’arte, invece, registrano un incremento minimo dello 0,3%, penalizzate dalle temperature roventi.

Una crescita strutturale

La tendenza verso la montagna non è solo un fenomeno congiunturale legato all’afa di quest’estate. Tra il 2019 e il 2026, nei 732 comuni a vocazione turistica montana individuati dall’Istat, gli arrivi sono aumentati del 20,7%, passando da 13,6 a 16,4 milioni. Le presenze sono salite da 55,6 a 65,4 milioni, con un incremento del 17,6%.

L’estate batte l’inverno

Un altro dato significativo è il cambiamento della stagionalità turistica. Tradizionalmente, febbraio era il mese di punta per la montagna, con l’11,5% delle presenze annuali. Oggi, luglio e agosto hanno superato la stagione invernale: luglio pesa per il 14,8% e agosto per il 17,3%, diventando il mese più importante dell’anno per il turismo montano. Si consolida così una doppia stagionalità, con l’estate che supera i volumi legati alla neve.

Le parole del presidente Messina

“I numeri – commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti – restituiscono un cambiamento che va oltre la buona performance di una singola stagione. La montagna italiana sta ampliando il proprio spazio nel mercato turistico, aggiungendo alla vocazione invernale una stagione estiva di peso crescente, in risposta al cambiamento climatico.” Per il presidente Messina, “servizi e ricettività montane vanno tarati su una doppia stagione, mentre bisogna lavorare per contenere gli effetti del caldo nelle città d’arte e nei territori, soprattutto nel Sud, più esposti. Su questa base andrebbero programmati gli investimenti dei prossimi anni”.

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