In un’epoca in cui l’invecchiamento della popolazione e la solitudine diventano emergenze sociali, la Valle d'Aosta sta sperimentando nuovi modelli di assistenza che puntano a intercettare i bisogni delle persone prima che diventino emergenze. Due progetti innovativi, lo Sportello PUA Diffuso e l’Ambulatorio diffuso della fragilità stanno cambiando il volto dell’assistenza sanitaria e sociale nella regione.
Sportello PUA Diffuso: assistenza nei luoghi del quotidiano
Il primo progetto, nato dalla collaborazione tra la Regione Valle d'Aosta e il Comune di Aosta, porta i servizi di assistenza direttamente nei luoghi di aggregazione quotidiana. Lo Sportello PUA Diffuso attivo dal giugno 2026, è presente nelle biblioteche comunali del quartiere Dora e di viale Europa. Qui, un’operatrice del PUA e un operatore del servizio di prossimità del Comune offrono ascolto, orientamento e consulenza sui servizi disponibili.
La scelta delle biblioteche non è casuale. Questi luoghi, già conosciuti e frequentati dalla popolazione, diventano punti di accesso ai servizi, riducendo la distanza tra cittadini e istituzioni. Lo sportello è aperto a settimane alterne il martedì pomeriggio, con orari adattati alle esigenze degli utenti. Durante il mese di agosto 2026, lo sportello sarà attivo solo presso la biblioteca del quartiere Dora, mentre da settembre riprenderà la rotazione tra le due sedi.
Il ruolo del terzo settore
Il progetto coinvolge anche la Rete di partenariato del terzo settore composta da diverse cooperative sociali e dalla Fondazione Opere Caritas della Valle d'Aosta. Questo coinvolgimento sottolinea l’importanza di una collaborazione stabile tra istituzioni, servizi e realtà sociali per affrontare le fragilità.
Ambulatorio diffuso della fragilità: assistenza a domicilio
Parallelamente, l’Ambulatorio diffuso della fragilità porta l’assistenza direttamente nelle abitazioni delle persone anziane, con disabilità o non autosufficienti. Questo progetto, realizzato dalla Regione Valle d’Aosta insieme all’Azienda USL, coordina i PUA, i medici di medicina generale, i servizi sociali e sanitari territoriali ed équipe multiprofessionali.
Gli operatori, entrando in contatto con le persone nel loro ambiente quotidiano, possono individuare problemi che altrimenti potrebbero rimanere nascosti. Un intervento tempestivo può evitare che una situazione degeneri, riducendo il ricorso al Pronto soccorso o a strutture residenziali. Questo approccio non solo rispetta la dignità delle persone, ma contribuisce anche a ridurre i costi assistenziali.
Mappatura delle persone sole
Un ulteriore progetto sperimentale, avviato nel quartiere di Tzamberlet, è la mappatura delle persone sole sul territorio di Aosta. Attraverso una nuova collaborazione tra il PUA, il Servizio di Prossimità e il Servizio sociale dell’Area Anziani del Comune, gli operatori effettuano passaggi a domicilio per informare le persone sulle opportunità di supporto e socializzazione disponibili.
Questo progetto, reso possibile grazie al neonato Comitato di quartiere, mira a raggiungere adulti e anziani che vivono in condizioni di solitudine o dispongono di una rete sociale ridotta. Valorizzando le risorse già presenti nei quartieri, si cerca di creare una comunità più coesa e solidale.
L’assessore regionale Carlo Marzi sottolinea l’importanza di questi progetti in un contesto demografico che rende questa scelta strategica quanto mai attuale. La Valle d’Aosta anticipa l’orientamento nazionale che invita le Regioni a ripensare i modelli di assistenza sociosanitaria, puntando su risposte integrate e vicine alle persone.



