7 Giugno 2026 ☀ 20°

Risarcimento per danno d’immagine: la richiesta della Corte dei conti

La Corte dei conti della Valle d'Aosta ha chiesto risarcimenti per danno d'immagine e danni patrimoniali a due lavoratori di Aps, dopo accertamenti svolti dalla Guardia di finanza

HERO · Aosta

La vicenda che ha portato davanti ai giudici della Corte dei conti della Valle d'Aosta riguarda una richiesta di risarcimento avanzata dalla procura nei confronti di due persone legate alla società Aps. Il nodo centrale è il presunto danno d’immagine che, a giudizio dell’organo contabile, deriverebbe da comportamenti contestati sul luogo di lavoro: alla richiesta per il danno di immagine si affiancano contestazioni di natura patrimoniale. L’udienza si è svolta questa mattina e la sentenza è attesa nelle prossime settimane, mentre i fatti contestati affondano le radici in fatti accaduti tra il 2026 e il 2026.

Le somme richieste e le singole posizioni

La procura ha chiesto un importo complessivo per il risarcimento dell’immagine pari a 5.000 euro, da ripartire tra un dipendente e un ex dipendente di Aps. A queste somme si aggiungono contestazioni di tipo patrimoniale: circa 1.000 euro richiesti all’ex lavoratore e poco meno di 500 euro all’altro soggetto coinvolto. Si tratta di somme oggetto della procedura contabile, legate al danno che la procura ritiene sia derivato dall’azione o dall’omissione dei due interessati nell’esercizio delle funzioni relative al controllo dei parcheggi in zona blu.

Modalità di quantificazione dei danni

La determinazione degli importi segue una valutazione della procura sulla presunta lesione della reputazione e sull’eventuale danno patrimoniale. In questo contesto il termine danno d’immagine viene interpretato come un pregiudizio non economico immediatamente quantificabile, mentre il danno patrimoniale è stato stimato in base alle ore d’assenza ritenute ingiustificate e al valore economico corrispondente. Le cifre richieste tengono dunque conto di entrambe le componenti: quella materiale, riconducibile a ore e retribuzioni, e quella immateriale, collegata alla reputazione aziendale e alla fiducia nell’ente.

Ricostruzione delle indagini e elementi emersi

I fatti contestati risalgono a gennaio del 2026, quando la procura di Aosta presentò denunce nei confronti dei due dipendenti per presunto assenteismo. L’attività investigativa si era avviata dopo una segnalazione interna di Aps e si è concretizzata con servizi di osservazione svolti dalla Guardia di finanza nell’autunno del 2026. Dalle verifiche è emerso, secondo l’accusa, che i due addetti al controllo dei parcheggi in zona blu si sarebbero allontanati dal posto di lavoro in più episodi, con una differenza evidente nell’entità delle ore contestate tra i due soggetti.

Dettagli sugli accertamenti

Gli appostamenti realizzati in autunno 2026 avrebbero documentato che, in un caso, il dipendente si era allontanato per una somma di circa cinquanta ore, valutate in 770 euro e successivamente rimborsate integralmente, mentre il collega risulterebbe assente per circa quindici ore, per un corrispettivo di 156 euro. Queste cifre servono alla procura per sostenere la ricostruzione del comportamento reiterato e per collegare le assenze a un eventuale danno patrimoniale; allo stesso tempo costituiscono elementi materiali sui quali si fonda la richiesta contabile.

Le posizioni difensive e le questioni giuridiche

Le difese dei due coinvolti respingono nel dettaglio le contestazioni e avanzano una specifica obiezione sul piano giuridico: secondo i loro legali il danno di immagine non sarebbe applicabile nel caso di dipendenti di una società in house come Aps. Questa eccezione solleva questioni interpretative rilevanti in tema di responsabilità contabile e di applicabilità delle tutele richiamate dalla procura, e sarà uno degli aspetti che i giudici contabili dovranno valutare al momento della decisione, integrando gli elementi probatori con le argomentazioni difensive.

In attesa della sentenza, che arriverà nelle prossime settimane dopo l’udienza di questa mattina, restano aperti i nodi procedurali e sostanziali legati alla quantificazione del danno e alla possibilità di applicare categorie tipiche della responsabilità amministrativa a rapporti di lavoro con una società in house. Corte dei conti, Aps e le parti coinvolte avranno modo di confrontarsi nelle motivazioni che accompagneranno la decisione dei giudici, fornendo così una chiave di lettura definitiva sulle contestazioni sollevate.

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