7 Giugno 2026 ☀ 18°

Recupero notturno al Dente del Gigante: soccorso alpino salva due alpinisti polacchi

Due alpinisti polacchi bloccati sul Dente del Gigante sono stati raggiunti nella notte dal Soccorso Alpino Valdostano e dalla Guardia di finanza; uno è stato colpito da un fulmine e entrambi sono stati portati al pronto soccorso per accertamenti.

Recupero notturno al Dente del Gigante: soccorso alpino salva due alpinisti polacchi

La nottata di soccorso sul Dente del Gigante, nel massiccio del Monte Bianco, si è conclusa con il recupero dei due alpinisti di nazionalità polacca che avevano lanciato l’allarme dopo essere rimasti bloccati in quota. L’intervento, coordinato dal Soccorso Alpino Valdostano insieme ai tecnici del SAGF (Servizio Soccorso della Guardia di Finanza), ha avuto numerosi ostacoli: il maltempo iniziale aveva reso impossibile l’uso dell’elicottero e le condizioni in vetta erano giudicate proibitive per un recupero immediato.

Sequenza dell’allarme e prime valutazioni

Nel pomeriggio il gruppo di soccorso aveva ricevuto la chiamata da una cordata composta da due scalatori polacchi; uno dei due aveva riportato un colpo alla spalla dopo essere stato raggiunto da un fulmine. Pur dichiarandosi in condizioni generali discrete e autosufficienti, i due hanno riferito l’impossibilità di proseguire la salita. Data la situazione meteorologica, il primo piano d’intervento che prevedeva il volo con l’elicottero è stato rapidamente scartato per motivi di sicurezza, inducendo i soccorritori a pianificare soluzioni alternative con approccio montano.

Dal contatto alla decisione di intervenire a piedi

La scelta operativa è ricaduta su una squadra che ha sfruttato la funivia Skyway per avvicinarsi il più possibile al teatro dell’intervento, fino al rifugio Torino. Qui i soccorritori hanno valutato la possibilità di un recupero in stile alpinistico: l’azione sarebbe stata condotta con tecnica alpinistica, usando corde e manovre specialistiche per muoversi in sicurezza su terreno esposto, tenendo conto del buio e delle condizioni del vento e della visibilità.

Operazione notturna e spostamento verso il rifugio

Nonostante le difficoltà, nella serata la squadra a piedi è riuscita a guadagnare quota e a portarsi in prossimità dei due sfortunati scalatori, i quali nel frattempo erano riusciti a scendere a una quota leggermente inferiore rispetto al punto dell’incidente. L’approccio coordinato ha permesso ai soccorritori di raggiungerli e avviare la fase di discesa verso il rifugio Torino, luogo ritenuto sicuro per le prime cure e per l’assistenza medica: al loro arrivo, poco dopo la mezzanotte, li attendeva un medico per una prima valutazione delle condizioni fisiche.

Condizioni e fattori che hanno complicato l’intervento

I video e le testimonianze raccolte dal personale mostrano come le condizioni fossero al limite: vento, precipitazioni intermittenti e visibilità ridotta hanno imposto cautela continua. Anche se equipaggiati adeguatamente, i due avrebbero incontrato notevoli difficoltà a trascorrere la notte in quota, specialmente con il rischio associato a una possibile lesione da folgorazione. Il personale di soccorso ha quindi privilegiato una soluzione rapida ma sicura per evitare peggioramenti.

Trasporto a valle e verifiche mediche

Dalla capanna del rifugio Torino è stata attivata in via straordinaria la funivia Skyway, che ha permesso di trasferire i due alpinisti fino a Courmayeur. Da qui sono stati presi in carico dal personale sanitario e accompagnati in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Aosta per gli accertamenti diagnostici del caso. Le verifiche sono necessarie per escludere complicazioni legate al colpo di fulmine e per valutare eventuali traumi legati alla caduta o allo sforzo sostenuto.

Ruolo delle squadre e collaborazione interforze

L’intervento ha evidenziato l’importanza della sinergia tra Soccorso Alpino Valdostano e il SAGF, oltre alla flessibilità operativa dell’infrastruttura della funivia. La combinazione di capacità tecniche, conoscenza del territorio e strumenti meccanici ha permesso di limitare i rischi di esposizione prolungata alla quota e di garantire il trasporto rapido verso cure ospedaliere.

In situazioni di alta montagna, dove variabilità meteorologica e fattori elettrici come il fulmine rappresentano pericoli concreti, l’organizzazione del soccorso deve bilanciare rapidità e prudenza: il caso del Dente del Gigante è un esempio di come decisioni operative calibrate possano fare la differenza tra un salvataggio efficace e un possibile aggravamento degli eventi.

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