7 Giugno 2026 ☀ 18°

Procura di Aosta indaga su smaltimento illecito di rifiuti a Entrèves

La procura di Aosta ha aperto un'indagine per possibili reati ambientali a Entrèves di Courmayeur: coinvolte ventiquattro persone e contestati conferimenti illegali di rifiuti da cantieri, oltre a presunte falsificazioni amministrative per certificare lo smaltimento.

Procura di Aosta indaga su smaltimento illecito di rifiuti a Entrèves

La Procura di Aosta ha avviato un’indagine relativa a una presunta discarica abusiva situata a Entrèvesnella zona comunale di Courmayeur. Le verifiche mirano a stabilire se il terreno in questione sia stato sistematicamente utilizzato da più imprese edili per lo smaltimento illecito di materiali da cantieretutti classificati come rifiuti speciali non pericolosi. L’inchiesta coinvolge complessivamente ventiquattro persone iscritte nel registro degli indagati.

Le attività investigative sono condotte dai Carabinieri su delega della Procura di Aosta. Secondo quanto emerso nelle fasi iniziali degli accertamenti, oltre al possibile conferimento irregolare dei materiali, sarebbero state impiegate pratiche amministrative dubbie per giustificare lo smaltimento: si ipotizza infatti l’uso di documentazione contraffatta per attestare conferimenti in impianti autorizzati che, nella realtà, non avrebbero ricevuto quei rifiuti.

Terreno utilizzato come discarica e ruolo dell’imprenditore di Courmayeur

Al centro delle verifiche vi è un’area privata ubicata a Entrèves che, secondo l’accusa, sarebbe stata adibita a deposito di materiali di scarto provenienti da cantieri. Un imprenditore edile di Courmayeur risulterebbe avere l’uso del terreno e figura tra gli indagati. La posizione di costui viene esaminata per chiarire se abbia agevolato o organizzato i conferimenti di rifiuti da parte di più imprese, alcune delle quali sono piccole realtà valdostane e non locali coinvolte nell’operazione.

Tipologia dei materiali e impatto ambientale

I materiali oggetto dei presunti smaltimenti sono descritti come rifiuti speciali non pericolosicategoria che include scarti edili come inerti, frammenti di intonaco e materiale di demolizione non contaminato. Anche se non classificati come pericolosi, questi rifiuti possono comunque avere conseguenze sull’ambiente locale se accumulati senza le necessarie precauzioni: il rischio comprende alterazioni del paesaggio, impatti sul suolo e sulle acque superficiali. Gli investigatori stanno valutando quantità, modalità di deposito e durata dei conferimenti per determinare l’entità dell’eventuale danno ambientale.

Irregolarità amministrative e falsificazione di documenti

Oltre agli aspetti legati al materiale fisico depositato, l’indagine ha approfondito la documentazione utilizzata per giustificare gli smaltimenti. I militari avrebbero riscontrato elementi riconducibili a pratiche irregolari, tra cui presunte falsificazioni di documenti predisposti per certificare che i rifiuti fossero stati conferiti ad impianti autorizzati, quando invece la destinazione reale potrebbe essere stata diversa. Questa pista apre il fronte delle responsabilità amministrative e penali legate alla gestione documentale delle imprese coinvolte.

Il procedimento è coordinato dalla Procura di Aosta che dovrà ora valutare le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri per decidere sui provvedimenti successivi. Tra le figure indagate figurano, oltre all’imprenditore che utilizzava il terreno, diversi piccoli titolari d’impresa della regione e operatori esterni che avrebbero partecipato ai conferimenti.

Numeri e soggetti coinvolti

Il fascicolo d’indagine registra l’iscrizione di ventiquattro persone nel registro degli indagati. La numerosità degli indagati riflette la pluralità di aziende e soggetti che, secondo gli accertamenti preliminari, avrebbero avuto ruoli differenti nell’ipotizzato sistema di smaltimento illecito. Le autorità stanno esaminando contratti, registri di cantiere e documentazione contabile per ricostruire catene di responsabilità e flussi di rifiuti.

Nel prosieguo delle attività verranno valutati i riscontri tecnici e ambientali necessari per stabilire la natura e la portata delle contestazioni. Eventuali sequestri, perizie sui luoghi e acquisizioni documentali completeranno il quadro probatorio che la Procura dovrà utilizzare per eventuali richieste di rinvio a giudizio o altre misure cautelari.

Tra gli enti citati nelle fasi dell’indagine figurano il Tribunale di Aosta per gli aspetti procedurali e, a livello locale, le forze dell’ordine che hanno materialmente condotto gli accertamenti. L’attenzione sul caso è alta sia per le implicazioni ambientali sia per il sospetto di schemi amministrativi finalizzati a eludere le norme sul corretto smaltimento dei rifiuti.

Aosta adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 14 · NO₂ 5 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 7 Giugno