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Omicidio di La Salle: la sentenza e i dettagli del processo contro Sohaib Teima

Sohaib Teima, 24enne di Fermo, è stato condannato a 25 anni di carcere per l'omicidio premeditato della sua ex fidanzata Auriane Nathalie Manon Laisné, 22enne di Grenoble, avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 marzo 2026.

Omicidio di La Salle: la sentenza e i dettagli del processo contro Sohaib Teima

La Corte d’Assise di Aosta ha emesso una sentenza che ha scosso l’opinione pubblica: Sohaib Teima, un giovane di 24 anni originario di Fermo, è stato condannato a 25 anni di carcere per l’omicidio della sua ex fidanzata, Auriane Nathalie Manon Laisné, una 22enne di Grenoble. L’omicidio è avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 in una cappella abbandonata di Equilivaz, sopra La Salle, in Valle d'Aosta.

La sentenza, depositata il 15 giugno, ha delineato un quadro probatorio dettagliato e inconfutabile, basato su una serie di elementi investigativi che hanno portato alla condanna di Teima. La Corte ha stabilito che l’imputato ha cagionato dolosamente e in modo premeditato la morte di Auriane, con la quale intratteneva una relazione sentimentale.

La premeditazione e le modalità dell’omicidio

Secondo le motivazioni della sentenza, Teima ha organizzato il viaggio in Valle d’Aosta proprio con l’intento di compiere il femminicidio. I giudici hanno evidenziato come le richieste di indicazioni per raggiungere luoghi isolati e abbandonati siano state funzionali alla realizzazione del delitto, evitando interferenze esterne e ritardando il rinvenimento del cadavere. Le testimonianze raccolte hanno confermato che Teima, già nei giorni precedenti, aveva cercato specificamente luoghi appartati idonei allo svolgimento dell’azione criminosa.

Il corpo di Auriane è stato trovato il 5 all’interno della chiesetta abbandonata di Equilivaz, con ferite da taglio alla gola e all’addome. La scelta del luogo e le modalità dell’omicidio sono state interpretate come un preciso studio dell’occasione criminosa e delle modalità esecutive.

Le condotte successive all’omicidio

La sentenza ha anche messo in luce una serie di comportamenti successivi all’omicidio, finalizzati a ritardare la scoperta della verità. Teima non solo si è allontanato dal luogo del delitto, ma ha messo in atto condotte dirette a ostacolare il ritrovamento del corpo della giovane. Il cadavere è stato lasciato in una zona isolata e poco frequentata, contribuendo a ritardarne la scoperta.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’utilizzo del telefono cellulare della vittima nelle ore e nei giorni successivi alla sua morte. Teima ha mantenuto contatti e comunicazioni tali da alimentare nei familiari e negli amici la convinzione che Auriane fosse ancora viva. Questo comportamento ha non solo depistato le ricerche, ma ha provocato un’ulteriore sofferenza ai parenti della giovane, rimasti per giorni nell’incertezza sulla sua sorte.

La natura del rapporto tra imputato e vittima

La sentenza dedica ampio spazio anche alla natura del rapporto tra Teima e Auriane. I magistrati hanno descritto una relazione caratterizzata da atteggiamenti di controllo e sopraffazione nei confronti della ragazza. L’omicidio è stato interpretato come l’esito estremo di una dinamica relazionale già compromessa.

La perizia psichiatrica svolta durante il dibattimento ha evidenziato un disturbo di personalità con tratti antisociali e narcisistici in Teima, ma ha escluso qualsiasi alterazione della capacità di intendere e di volere. I giudici hanno quindi ritenuto Teima pienamente imputabile e consapevole delle proprie azioni al momento dei fatti.

Pur riconoscendo le attenuanti generiche, la Corte ha stabilito che esse fossero soltanto equivalenti alle aggravanti contestate. Nella valutazione finale hanno pesato la gravità dell’omicidio, le modalità della condotta e quanto accaduto dopo la morte della giovane. Per questi motivi, i giudici hanno confermato la pena di 25 anni di carcere, disponendo inoltre il risarcimento dei danni ai familiari della vittima e una provvisionale immediatamente esecutiva di 150 mila euro ciascuno per il padre e la madre di Auriane.

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