Il Consiglio Valle apre le porte a un racconto visivo che attraversa otto decenni di impegno politico femminile: la mostra fotografica dedicata alle 34 donne che dal 1946 a oggi hanno seduto tra i banchi dell’assemblea regionale sarà visitabile in aula consiliare il 6 giugno 2026. Questo allestimento fa parte della rassegna Sur les traces de l’histoire e intende trasformare l’anniversario del 2 giugno 1946 in un’occasione di memoria condivisa, mettendo in relazione il diritto al voto e la concreta presenza femminile negli spazi decisionali.
Le fotografie, affiancate da schede biografiche, non si limitano alla sola celebrazione: raccontano percorsi individuali, battaglie politiche e contesti storici. Il progetto è pensato per essere fruito con una guida che contestualizzi ogni immagine e aiuti a comprendere le trasformazioni istituzionali della Valle d'Aosta. I visitatori potranno seguire un itinerario che intreccia volti, date e ruoli, restituendo un quadro complessivo della lenta ma significativa costruzione della rappresentanza femminile.
La dimensione storica del progetto
Al centro della mostra c’è il filo che collega il riconoscimento giuridico dei diritti politici al loro esercizio concreto. Il richiamo al 2 giugno 1946 non è occasionale: quella data segna il momento in cui milioni di donne italiane parteciparono al voto nazionale. In questo ambito, la mostra sottolinea la distinzione tra elettorato attivo, ossia il diritto di votare, e elettorato passivo, cioè il diritto di essere elette, mostrando come entrambe le dimensioni siano state necessarie per trasformare il suffragio in rappresentanza.
Maria Ida Viglino: punto di partenza
Il percorso espositivo prende avvio con la figura di Maria Ida Viglino, presenza chiave nelle fasi iniziali della vita istituzionale valdostana. La sua esperienza come unica consigliera del Consiglio del CLN e prima assessora tecnica all’istruzione viene proposta come simbolo di una fase di passaggio tra Resistenza e costruzione dell’autonomia. Nella scheda biografica che accompagna il ritratto vengono messi in evidenza incarichi, contesto temporale e significato politico, offrendo al visitatore strumenti per leggere ogni fotografia non solo come immagine ma come documento politico.
La mostra e il percorso espositivo
L’allestimento in aula consiliare è pensato per dialogare con lo spazio della decisione: i ritratti sono disposti in un percorso che segue la cronologia delle legislature e mette in luce continuità e discontinuità. Ogni pannello include una breve biografia e note sul contesto storico, così da evitare semplificazioni. L’obiettivo è valorizzare la memoria delle donne che hanno contribuito alla vita democratica regionale mostrando il peso delle presenze e le tappe attraverso cui la rappresentanza si è evoluta.
Dettagli pratici sulle visite
Le visite guidate si svolgeranno sabato 6 giugno 2026 nel pomeriggio, dalle 14 alle 17, con partenze ogni mezz’ora. L’accompagnamento è affidato a FAI Giovani Aosta, che propone letture contestuali delle immagini per un pubblico eterogeneo. Per partecipare è consigliata la prenotazione via email a aosta@faigiovani.fondoambiente.it, indicando il numero dei partecipanti e la fascia oraria preferita, così da facilitare l’organizzazione dei gruppi e l’accesso al Palazzo regionale.
Il significato contemporaneo
Oltre al valore documentario, la mostra serve a leggere lo stato attuale della rappresentanza: nella legislatura in corso la presenza femminile è ancora minoritaria, con sette consigliere su trentacinque seggi. Tra le nomi citati nell’attualità istituzionale si ricordano, tra le altre, Speranza Girod, Loredana Petey, Josette Borre, Eleonora Baccini, Luisa Anna Trione, Clotilde Forcellati e Chiara Minelli. Il confronto tra il dato numerico e il patrimonio di storie individuali messo in mostra aiuta a comprendere come il cammino verso la parità sia ancora in corso.
Perché vale la pena andare
Visitare questa esposizione significa confrontarsi con una memoria che prende forma nello stesso luogo in cui si esercita la rappresentanza. La mostra non è solo un archivio di volti: è uno strumento per capire come i diritti politici si siano tradotti in presenza e responsabilità. Per chi ama la storia istituzionale e per chi desidera riflettere sulle trasformazioni civili della Valle d’Aosta, l’appuntamento del 6 giugno 2026 rappresenta un’occasione utile e concreta per ricostruire una traiettoria che continua a evolvere.