7 Giugno 2026 🌤 23°

Manzini inaugura la terza edizione de La Grande Invasione tra aneddoti e temperature roventi

Antonio Manzini ha dato il via alla terza edizione de La Grande Invasione al Teatro Plus di Aosta con un incontro vivace insieme a Piero Valleise: tra riflessioni su Rocco Schiavone, aneddoti di set e la presentazione del ricco programma del festival

Manzini inaugura la terza edizione de La Grande Invasione tra aneddoti e temperature roventi

La terza edizione de La Grande Invasione si è inaugurata con una serata folta di pubblico al Teatro Plus di Aosta, dove Antonio Manzini ha dialogato con Piero Valleise presentando gli ultimi capitoli dedicati a Rocco Schiavone. L’evento del 29 maggio 2026 ha combinato racconto personale, retroscena editoriali e un clima così caldo da diventare parte della conversazione stessa.

La piazza culturale della manifestazione, che si svolge tra Aosta, Chieri e Ivrea, si è trasformata in un laboratorio di parole e idee; per Manzini la serata è stata anche un momento di confronto con i lettori, concluso da un lungo firmacopie.

Rocco Schiavone: il personaggio che non si spegne

Durante il dialogo Manzini ha chiarito che il destino di Rocco Schiavone non è già scritto: «Non ne ho idea» è stata la risposta sull’eventualità di una versione anziana del vicequestore. Per l’autore il personaggio resta in vita fintantoché l’interesse suo e quello dei lettori persiste. Questa posizione mette al centro il rapporto pratico tra autore, lettore e personaggio, senza cadere in retoriche consolatorie.

Maschere e travestimenti nella narrativa

Il titolo di uno degli ultimi romanzi, Sotto mentite spoglie (2026), è stato l’occasione per riflettere sul tema delle maschere: Manzini ha notato come politica, cultura e individui vivano spesso «sotto mentite spoglie», costume metaforico che attraversa la vicenda e la psicologia dei personaggi. Anche Schiavone, con il suo loden e le immancabili Clark’s, diventa simbolo di una maschera che a volte protegge e a volte condanna.

Il peso della perdita e la scrittura onesta

La scomparsa della moglie di Schiavone, Marina, è stata affrontata da Manzini con delicatezza: l’autore ha spiegato che la morte di Marina nel romanzo non è un espediente narrativo, ma un elemento profondamente personale. La scelta di non trasformare un dolore intimo in mera materia letteraria sottolinea la linea che Manzini traccia tra vita privata e racconto.

Amore per i personaggi, anche i più crudeli

Manzini ha confessato l’affetto per tutti i suoi personaggi, in particolare per quelli moralmente ambigui come Cicci Bellè de La Mala Erba. Questa empatia verso i «cattivi» nasce dalla necessità di immedesimarsi per comprenderli; la scrittura diventa così un esercizio di umanizzazione anche per chi appare irredimibile.

Dietro le quinte della serata e la regola d’autore

La presentazione, applaudita e animata da battute sul set e sulle difficoltà delle riprese invernali con le Clark’s, si è chiusa con un momento di firmacopie molto partecipato. Manzini ha scherzato sulle torture inflitte all’attore Marco Giallini dal peso dell’iconografia del personaggio, tra loden e scarpe inadeguate alle condizioni atmosferiche.

Sul metodo di lavoro, lo scrittore ha indicato un’unica regola: l’onestà intellettuale. Non superare i propri limiti tecnici, raccontare per gli altri e non per sé stessi, e mantenere rispetto verso il lettore sono i principi che guida la sua scrittura.

Il programma del festival: appuntamenti e ospiti

La Grande Invasione prosegue con un calendario fitto di incontri fino al 31 maggio, con appuntamenti distribuiti tra Aosta, Chieri e Ivrea. Tra i nomi in programma figurano Tommy Wieringa, Nicola Lagioia, Matteo B. Bianchi, Simone Pieranni, e autori impegnati nei temi della memoria, della guerra e della letteratura sportiva.

Sabato 30 maggio: priorità alla varietà

Il 30 maggio propone, tra le altre iniziative, la lezione-lettura su letteratura sportiva con Fabrizio Gabrielli, la sezione Esordi con Sofia Assante, Alessandra Leva e Leonardo San Pietro, e l’incontro con Tommy Wieringa sul romanzo Nirvana, che affronta capitalismo, ambiente e dinamiche familiari.

Domenica 31 maggio: lezioni e chiusura in musica

Il 31 maggio vede interventi su temi come conflitto e letteratura con Nicola Lagioia, presentazioni di titoli recenti come La vita sempre di Elena Varvello, e appuntamenti su storia e psicologia. La serata si chiude con il concerto «Musica per la pace», prodotto dal laboratorio di songwriting Peace Generation, promosso in collaborazione con Emergency Canavese.

L’ingresso a tutti gli incontri è gratuito fino a esaurimento posti; il bookshop del festival è curato dalla Cartolibreria BrivioDue di piazza Chanoux.

In definitiva, l’apertura con Manzini ha fissato il tono della manifestazione: un linguaggio diretto, alternato a ironia e riflessione, che punta a trasformare la città in uno spazio vivo di lettura e confronto.

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