Matteo Fratini ha rassegnato il 17 giugno le dimissioni da presidente di A.P.S. s.p.a. ad Aosta, con effetto immediato. La decisione è arrivata alla vigilia dell’audizione in V Commissione consiliare di Controllo e Garanzia prevista per il 18 giugno. Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026.
La notizia è rilevante perché apre una fase di governance transitoria nella società in house del Comune di Aosta e riaccende le richieste di trasparenza delle minoranze. Il Comune ha parlato di motivazioni esclusivamente personali e professionali, mentre il calendario istituzionale e i dossier aperti hanno reso il tempismo un punto di attenzione politica.
Audizione saltata e reazioni delle minoranze in Consiglio
I gruppi di opposizione in Consiglio comunale – Renaissance ValdôtaineFratelli d’Italia Vd’ALega Vallée d’Aoste e Gruppo Misto – hanno espresso “forte sorpresa” per il passo indietro, rimarcando che l’audizione in Commissione avrebbe permesso risposte dirette a istanze di controllo. Nel comunicato congiunto è comparsa la valutazione: “È ingiustificabile sottrarsi così ad una legittima azione ispettiva, il tempismo di queste dimissioni parla da solo”. Per le minoranze, il confronto pubblico restava un passaggio istituzionale essenziale.
La seduta del 18 giugno, richiesta dai consiglieri Girardini e Cipollonenon ha più potuto contare sulla presenza del presidente dimissionario. La mancata audizione ha alimentato ulteriori richieste di chiarimento sulla gestione della partecipata, in particolare su procedure e scelte operative. Gli stessi gruppi hanno chiesto continuità dell’azione ispettiva in Commissione e in Consiglio, con accesso agli atti e cronoprogrammi verificabili.
La posizione del Comune e il quadro economico-patrimoniale
In una nota, il Comune di Aosta ha collegato la scelta alle sole ragioni personali e professionali e ha richiamato i risultati ottenuti: “Sotto la guida di Fratini, A.P.S. ha completato un importante percorso di risanamento e consolidamento”. Nel quadro delineato, i dati economico-patrimoniali confermano un progetto di bilancio 2026 in attivo e in equilibrio stabile, a testimonianza del lavoro di rilancio sviluppato negli ultimi anni. La società resta inserita nel modello in house comunale.
Il Comune ha aggiunto che le dimissioni “consentono al Socio unico, in vista della scadenza dei contratti di servizio fissata per la fine del 2027, di valutare in piena serenità e libertà le strategie di governance”. Questo passaggio intreccia il calendario degli affidamenti con la riflessione su assetti e profili manageriali. La prospettiva è quella di decisioni coerenti con il perimetro dei servizi essenziali e con i vincoli del controllo analogo.
Successione provvisoria, CdA e iter per la nomina
Per garantire continuità, il sindaco Raffaele Rocco ha disposto il passaggio delle funzioni di presidenza, pro temporeal vicepresidente Andrea Noro. Contestualmente, dopo la surroga del posto in CdA lasciato dal vicesindaco Faddal’Amministrazione ha annunciato l’avvio di una nuova procedura di selezione per la presidenza. La fase transitoria mira a preservare la regolare gestione operativa, senza interruzioni nei servizi al pubblico.
La vicenda si innesta in una discussione già vivace sulla composizione del CdA e sulle modalità di nomina dei vertici, tema sollevato in aula anche da Fratelli d’Italia nei mesi scorsi. Sul tavolo restano il bilanciamento tra competenze e rappresentatività e la verifica di eventuali incompatibilità. Il controllo sugli organi societari rientra nel perimetro degli strumenti di indirizzo e vigilanza del Socio unico.
Dossier su servizi e rilievi contabili sotto i riflettori
Le opposizioni hanno elencato aree di criticità da chiarire, a partire dalle farmacie comunalidove si sono registrate tensioni sindacali in concomitanza con uno sciopero. A queste si aggiungono i servizi cimiterialicon problemi operativi segnalati, e i capitoli manutentivi su parcheggi e altre infrastrutture gestite da A.P.S. La richiesta è di un esame pubblico che consenta di ricostruire responsabilità, livelli di servizio e piani di rientro nei casi di disservizio.
Nell’elenco figura anche il tema dei rilievi della Corte dei Contiritenuto dalle minoranze un passaggio da affrontare in Commissione per valutarne impatti e risposte correttive. La composizione del CdA è stata richiamata per la necessità di escludere fenomeni di “porte girevoli” e possibili conflitti di interessecon l’obiettivo di rafforzare fiducia e accountability. Per i firmatari, A.P.S. gestisce servizi che toccano cittadini e lavoratori e deve mantenere standard verificabili.
Implicazioni operative e passaggi istituzionali attesi
La scelta anticipata di lasciare la carica, che altrimenti sarebbe proseguita fino a fine mandato, comporta ora adempimenti formali da parte del Comune e un possibile rimescolamento nella governance della partecipata. La presidenza ad interim di Noro copre la continuità amministrativa, mentre l’iter di selezione del successore dovrà allinearsi al quadro degli affidamenti in scadenza nel 2027. Restano in agenda verifiche su atti, procedure e livelli di servizio.
La mancata audizione del 18 giugno ha reso più esplicite le istanze di trasparenza e di accesso alle informazioni da parte dei consiglieri, che chiedono un calendario di sedute per affrontare ogni dossier. L’Amministrazione, dal canto suo, ha ribadito che la solidità patrimoniale non è in discussione e che il percorso di risanamento resta ancorato a obiettivi di equilibrio. La fase in corso mette al centro nomine, controlli e qualità dei servizi alla città.



