7 Ottobre 2026 ☁ 14°

Controversia sul Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane: l’Unione Montana del Sangro

L'Unione Montana del Sangro ha deciso di ricorrere al Tar contro la Regione Abruzzo per la riduzione del finanziamento del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane.

Controversia sul Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane: l’Unione Montana del Sangro

L’Unione Montana dei Comuni del Sangro ha deciso di fare un passo importante, presentando ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la Regione Abruzzo. La controversia riguarda l’assegnazione di un contributo di soli 140mila euro, contro i 420mila richiesti per un progetto di potenziamento della viabilità invernale. Questo progetto, finanziato dal Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (.) mira a migliorare la sicurezza stradale durante l’inverno.

Il progetto presentato dall’Unione Montana aveva un valore complessivo di 420mila euro e puntava a rafforzare la sicurezza della circolazione nei Comuni montani durante il periodo invernale. La graduatoria approvata dalla Regione Abruzzo il 24 giugno scorso ha collocato l’ente al terzo posto con un punteggio di 22. Tuttavia, un errore materiale nella denominazione dell’ente è Stato successivamente corretto con un provvedimento in autotutela del 29 giugno 2026.

La motivazione del ricorso

Il presidente dell’Unione Montana dei Comuni del Sangro, Arturo Scopino, ha dichiarato che il ricorso è necessario per tutelare gli interessi delle comunità locali. “Non contestiamo la graduatoria, nella quale il nostro progetto è stato riconosciuto meritevole, ma riteniamo del tutto ingiustificata la riduzione del contributo richiesto, avvenuta senza un’adeguata istruttoria e senza alcuna motivazione giuridicamente fondata.” ha affermato Scopino.

La riduzione del finanziamento è stata considerata ingiustificata poiché non è stata accompagnata da una motivazione adeguata o da un’istruttoria che ne giustificasse le ragioni. Scopino ha sottolineato l’importanza di garantire che le risorse destinate ai territori montani vengano assegnate nel pieno rispetto delle regole e dei principi di trasparenza e imparzialità dell’azione amministrativa.

L’importanza delle risorse per le aree montane

Le aree interne e montane non possono essere penalizzate da decisioni discrezionali prive di adeguato supporto tecnico e giuridico. Le risorse del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane rappresentano un’opportunità fondamentale per garantire servizi efficienti, sicurezza stradale e qualità della vita ai cittadini. Difendere questo finanziamento significa difendere il diritto delle nostre comunità ad avere infrastrutture adeguate e strumenti efficaci per affrontare le emergenze invernali.

Scopino ha concluso il suo intervento ricordando l’importanza di imparare dalla tragica lezione della vicenda di Rigopiano. “Comportandosi in questa maniera, la Regione dimostra di non aver appreso nulla dalla tragica lezione che ci arriva dalla vicenda di Rigopiano.” ha dichiarato.

L’evoluzione delle Comunità Montane

Le Comunità Montane rappresentano una delle esperienze più significative di cooperazione istituzionale tra enti locali nell’ordinamento italiano. Nate per promuovere lo sviluppo economico e sociale dei territori montani, hanno progressivamente assunto una funzione di coordinamento amministrativo e di gestione associata di servizi pubblici locali.

L’evoluzione normativa delle Comunità Montane riflette i mutamenti che hanno interessato l’organizzazione amministrativa italiana. Da enti prevalentemente destinati alla promozione dello sviluppo locale, sono divenuti strumenti di gestione associata delle funzioni comunali, fino a essere interessati da un significativo processo di razionalizzazione.

La riforma del Titolo V della Costituzione del 2001 ha ulteriormente rafforzato il ruolo delle Regioni nella disciplina dell’istituto, attribuendo loro un’ampia competenza legislativa in materia di organizzazione degli enti locali. Questo ha determinato una progressiva differenziazione dei modelli organizzativi sul territorio nazionale.

L’organizzazione amministrativa delle Comunità Montane riproduce, con gli opportuni adattamenti, il modello ordinario degli enti locali, distinguendo tra organi di indirizzo politico e struttura amministrativa. Gli organi di governo sono disciplinati dallo statuto dell’ente nel rispetto dei principi stabiliti dalla legislazione statale e regionale.

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