7 Giugno 2026 🌤 14°

Chiusura delle gallerie Sorreley e Signayes: stop ai tir in transito verso il Gran San Bernardo

La richiesta di Alleanza Verdi e Sinistra solleva il tema di come gestire 30 mila Tir l anno durante i lavori alle gallerie, proponendo divieti e soluzioni operative per la viabilità

Chiusura delle gallerie Sorreley e Signayes: stop ai tir in transito verso il Gran San Bernardo

La Valle d Aosta si prepara a una lunga fase di cantieri che interessa due gallerie strategiche del raccordo A5-SS27: la galleria Côte de Sorreley e la galleria Signayes. Gli interventi, programmati per partire l’11 giugno 2026 e proseguire per circa 370 giorni fino a giugno 2027, comporteranno la chiusura totale delle gallerie e la conseguente deviazione del traffico sulla viabilità ordinaria e urbana di Aosta. Per evitare che il flusso internazionale di mezzi pesanti ricada sul capoluogo e sui comuni della vallata, il gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra ha inviato una lettera al presidente della Regione nelle funzioni prefettizie chiedendo misure eccezionali.

Volume del traffico e rischio di sovraccarico locale

La preoccupazione principale è il peso dei mezzi pesanti che attraversano la direttrice del Gran San Bernardo, stimati in circa 30 mila Tir all anno, un dato che rende evidente come una deviazione prolungata possa alterare profondamente la mobilità locale. Il gruppo consiliare chiede in via prioritaria un divieto di transito per i camion in semplice attraversamento, vale a dire quei mezzi che non hanno né origine né destinazione nella Valle d Aosta o nel Cantone del Vallese, per contenere congestione, emissioni e rischi per la sicurezza urbana. Le autorità locali temono che senza regole chiare la pressione sui servizi essenziali e sulle strade urbane diventi insostenibile.

Motivazioni tecniche della chiusura

La scelta di una chiusura totale è dettata dalla natura delle opere e dagli obblighi normativi. Entrambe le gallerie sono a fornice unico e presentano lunghezze significative: la Côte de Sorreley misura 4.725 metri mentre la Signayes è di 2.044 metri, condizioni che rendono impossibile mantenere una corsia operativa durante alcune lavorazioni. L’intervento non è una manutenzione puntuale ma un restauro esteso degli impianti che richiede smantellamenti, scavi e reinstallazioni sotto e lungo la piattaforma stradale. Il riferimento normativo è il D.Lgs. 264/2006, che recepisce la direttiva europea 2004/54/CE sulla sicurezza delle gallerie transeuropee e impone standard severi per tecnologie e piani di emergenza.

Interventi tecnologici e dotazioni previste

I lavori prevedono un rinnovamento complessivo degli impianti di sicurezza e gestione: il pacchetto include installazioni per il monitoraggio e il controllo del traffico, sistemi di evacuazione e ventilazione, oltre a dotazioni elettriche e fibra per il telecontrollo. Tra le voci tecniche si citano impianti di rilevazione automatica, nicchie di emergenza, ventilatori assiali e una estesa rete di cablaggio che porterà a una galleria dotata di sensori e procedure in grado di gestire eventi anomali in tempo reale. Queste opere giustificano la necessità di lavorare con cantieri attivi continuativamente e con limitata convivenza con il traffico veicolare.

Misure chieste e tavolo operativo

Per governare la fase di deviazione, il gruppo consiliare ha sollecitato alla Presidenza della Regione, nelle competenze prefettizie di coordinamento della viabilità, la valutazione di tutte le misure utili a ridurre congestione e rischi. Tra le azioni prospettate figurano il divieto per i mezzi in semplice attraversamento, fasce orarie per il transito dei camion, segnaletica dinamica e campagne di informazione. Il tema è già stato affrontato al Comitato Operativo Viabilità riunitosi il 22 maggio 2026, che ha individuato la necessità di un tavolo tecnico con Regione, Comuni e gestori per coordinare cantieri, comunicazione e priorità sanitarie, a tutela soprattutto dell’accesso all’ospedale regionale.

Azioni operative e soluzioni contingenti

Sul piano pratico si valuta anche l’uso dell’area ex Sima di Pollein come camera di compensazione per i mezzi pesanti, soluzione pensata per trattenere flussi quando la rete non può assorbirli senza compromettere l’accessibilità ai punti sensibili. Le simulazioni dei flussi indicano aumenti medi in alcune fasce orarie e picchi pomeridiani con code potenziali lunghe centinaia di metri; per questo sono previste misure di regolamentazione, presidio delle forze dell’ordine e gestione delle priorità per i servizi di emergenza. La comunicazione tempestiva sarà fondamentale per ridurre code e deviazioni improvvise.

Impatto su cittadini, imprese e prossimi passi

La chiusura trasformerà per circa un anno la dimensione della mobilità territoriale: i Comuni della direttrice del Gran San Bernardo perderanno temporaneamente un asse rapido verso l’autostrada, con conseguenze per pendolari, servizi logistici e attività turistiche. Per le imprese si profila la necessità di riorganizzare finestre di transito e pianificare percorsi alternativi; per i cittadini la raccomandazione è consultare aggiornamenti ufficiali e usare percorsi consigliati. La fase decisionale resta sul tavolo tecnico: la qualità del monitoraggio dei flussi e la rapidità nel correggere le misure saranno i fattori determinanti per limitare disagi e mantenere percorribili i corridoi vitali per la comunità.

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