La decisione è ormai formalizzata: le gallerie Côte de Sorreley e Signayes saranno chiuse dall’11 giugno 2026 e i lavori proseguiranno per circa 370 giorni, con l’obiettivo di riaprire per Pasqua 2027. La conferma è arrivata al termine di un lungo incontro del 19 maggio 2026 tra i sindaci interessati, la Regione, la Protezione civile e i tecnici incaricati da Sav, che hanno presentato le motivazioni tecniche alla base della scelta.
Il gruppo incaricato da Sav ha illustrato un corposo dossier tecnico: oltre settanta pagine di analisi che, secondo gli esperti, escludono soluzioni alternative praticabili in sicurezza. Di fronte a questi elementi, i rappresentanti locali hanno assunto l’impegno di pianificare le contromisure necessarie per gestire la circolazione e le ricadute economiche sui territori coinvolti.
Perché non è possibile mantenere il transito
La spiegazione fornita dai tecnici si articola su punti tecnici e di sicurezza: per eseguire le opere previste è necessario un cantiere con interruzione totale del traffico. Secondo il verbale illustrato, la natura degli interventi — accessi, pratiche di consolidamento e messa a norma — rende impraticabile una soluzione a una sola corsia o aperture parziali. In questo contesto il termine del 30 giugno 2027 previsto dalla normativa funge da vincolo temporale imprescindibile che orienta la programmazione delle lavorazioni.
Analisi tecnica
I tecnici del gruppo Protos (incaricato da Sav) hanno motivato l’opzione della chiusura totale con dati, planimetrie e procedure operative: la simultaneità di fasi critiche non consente la convivenza di cantiere e traffico. La scelta è stata illustrata come la più prudente per garantire la sicurezza strutturale e il corretto avanzamento dei lavori, evitando rischi per gli utenti e per gli operatori.
Vincoli normativi
Oltre agli aspetti ingegneristici, giocano un ruolo i vincoli normativi: il quadro legislativo non permette di prorogare oltre la scadenza fissata; ciò impone un cronoprogramma serrato. In sintesi, la combinazione di tempi tecnici e obblighi regolamentari ha segnato la strada verso la sospensione completa del transito.
Reazioni dei territori e impatti attesi
I sindaci hanno espresso preoccupazione per le ricadute sull’accessibilità e sull’economia locale. Il sindaco di Aosta, Raffaele Rocco, ha sottolineato come manchino pochi giorni all’avvio dei lavori e ha ricordato che, nei venti giorni utili, gli enti locali dovranno predisporre soluzioni operative per mantenere i collegamenti tra vallate, assicurare il transito dei turisti verso l’autostrada e contenere i disagi. Per Rocco si tratta di affrontare un’emergenza di mobilità che richiede una risposta rapida e coordinata.
Critiche sulla comunicazione
Alcuni amministratori, tra cui Fabrizio Bertholin (Unité Mont-Émilius), hanno rimarcato il rammarico per un coinvolgimento tardivo: a loro avviso gli enti locali avrebbero potuto essere informati prima, seppure in forma informale, per preparare interventi mitigativi con maggiore anticipo. Questo punto verrà approfondito nel prossimo tavolo sulla viabilità.
Monitoraggio, misure di mitigazione e prossimi passi
Le amministrazioni locali puntano ora su un approccio proattivo: istituire misure di monitoraggio dei flussi, valutare gli effetti sul turismo e sull’attività economica e prevedere interventi di sostegno qualora i dati dovessero evidenziare impatti rilevanti. L’Unité Grand Combin, rappresentata da Gabriel Désandré, ha annunciato che i comuni monitoreranno il cambio delle abitudini di mobilità e le perdite di accessi turistici, con l’obiettivo di valutare eventuali richieste di aiuti economici.
Strumenti e richieste specifiche
Tra le proposte emerse c’è la volontà di installare rilevatori di traffico indipendenti rispetto a Sav, una soluzione caldeggiata dal Consiglio comunale di Valpelline per raccogliere dati oggettivi durante l’anno dei lavori. Inoltre, verrà convocato il Comitato viabilità per definire deviazioni, segnaletica, servizi di supporto e ogni misura utile a ridurre l’impatto sulla vita quotidiana dei residenti e sulle attività turistiche.
In chiusura, la scelta di chiudere le gallerie è stata presentata come obbligata da motivi tecnici e normativi, ma apre una fase operativa complessa: spetta ora a Regione, enti locali e gestore concertare azioni concrete per mitigare gli effetti e garantire la mobilità durante i lavori che, se tutto procede secondo i piani, si concluderanno entro Pasqua 2027.



