17 Settembre 2026

Centro antidiscriminazioni di Aosta: 18 mesi, sportelli volontari

Dopo un anno e mezzo di progetto, il centro di Aosta registra 147 interventi e prepara sportelli volontari a partire dal 5 ottobre.

Centro antidiscriminazioni di Aosta: 18 mesi, sportelli volontari

Il Centro antidiscriminazioni Valle d'Aosta ha appena concluso la sua prima fase di 18 mesi, finanziata dall’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali. Durante questo periodo sono state condotte 147 attività di ascolto, orientamento e sostegno, rivolte a persone vittime di discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere.

Bilancio numerico e tipologia degli interventi

Il coordinatore Giulio Gasperini ha illustrato i dati raccolti: 57 persone hanno usufruito dei servizi di accoglienza, mentre le richieste di informazioni hanno raggiunto quota 115. Tra le segnalazioni, 37 riguardavano discriminazioni per orientamento sessuale 14 per identità di genere 11 hanno richiesto assistenza legale, 7 supporto lavorativo, 11 per la genitorialità e 19 per bisogni socio-sanitari.

Le attività hanno incluso 147 sportelli, giornate a porte aperte e una giornata promozionale. Inoltre, sono stati organizzati 9 percorsi di formazione interna, 5 supervisioni e 7 corsi esterni rivolti a operatori come assistenti sociali, personale del Centro per l’impiego e cooperative sociali.

Sportelli volontari: la continuità a partire dal 5 ottobre

Nonostante la chiusura del bando iniziale, l’associazione Arcigay Queer VdA ha deciso di mantenere aperto lo sportello di accoglienza in forma volontaria. Dal 5 ottobre il servizio sarà disponibile otto ore settimanali: lunedì e mercoledì dalle 16:00 alle 18:00, martedì dalle 9:30 alle 11:30 e giovedì dalle 18:30 alle 20:39. La decisione è stata resa pubblica dal presidente dell’associazione, André Zanotto, che ha anche comunicato la presentazione di un nuovo progetto per un periodo di 24 mesi, in attesa di valutazione.

Volontari e professionisti coinvolti

Il centro ha mobilitato 15 volontari e 27 professionisti, creando anche una ricca offerta bibliografica con 475 volumi disponibili presso la biblioteca di Centre Nous. La presenza costante nel quartiere Dora, all’interno del centro anziani, ha favorito l’integrazione con iniziative locali, come gli incontri del venerdì per il cucito delle pouette dell’UNICEF e le partite di burraco.

Partnership istituzionali e ruolo politico del centro

Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di varie realtà: le cooperative L’Esprit à l’Envers e La Sorgente il Comune di Aosta che ha messo a disposizione gli spazi, il Celva e la Unità Sanitaria locale (Usl). Il sindaco di Charvensod, Ronny Borbey, ha sottolineato come il centro, non essendo situato nel centro storico ma in un contesto di vita quotidiana, risponda meglio alle esigenze della popolazione.

Silvia Magnani, direttrice della Struttura complessa Malattie Infettive, ha evidenziato la collaborazione per i test sierologici anonimi mirati alla diagnosi precoce delle malattie sessualmente trasmissibili. La vice sindaca di Aosta, Valeria Fadda, ha ribadito l’importanza del centro come «presidio di cittadinanza attiva» che favorisce l’incontro intergenerazionale e il coinvolgimento della comunità.

Il coordinatore Gasperini ha ricordato che il centro non è un luogo politico di partito, ma un spazio di ascolto dove le istanze delle persone si traducono in azioni concrete, in un contesto in cui i diritti della comunità LGBTQIA+ percepiscono una crescente pressione.

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