Il 16 settembre, alle ore 12:00, davanti al GUP del tribunale di Aosta, il giudice Marco Tornatore ha dato avvio all’udienza che indaga il rogo boschivo verificatosi nel luglio 2023 tra i comuni di Aymavilles e Villeneuve. L’incendio ha rasaq quattordici ettari di vegetazione, eliminando due abitazioni e compromettendo gravemente una terza. La procura aveva proposto un incidente probatorio per richiedere una nuova perizia tecnica, ma il magistrato ha ritenuto le prove finora raccolte sufficienti e ha respinto la domanda.
Udienza di fronte al GUP: fatti e accusa
L’incendio boschivo di luglio ha consumato 115 ettari di suolo, provocando danni ambientali e patrimoniali rilevanti. La Procura ha puntato il dito contro la società Deval, responsabile della distribuzione di energia elettrica nella zona, chiedendo il rinvio a giudizio di Giorgio Pession, presidente e amministratore delegato, e di quattro suoi dirigenti: Domenico Mileto, Luigi Traverso, Valerio Zinetti e Walter Musso. Le imputazioni includono incendio colposo e inquinamento ambientale per presunte negligenze nella gestione delle linee elettriche.
Rogo del luglio 2023
Il fuoco, scoppiato in un periodo di alta temperatura e vento debole, si è rapidamente propagato, avvolgendo boschi e terreni agricoli. Le autorità hanno evacuato le famiglie interessate e hanno mobilitato i Vigili del Fuoco, ma nonostante gli sforzi le fiamme hanno distrutto due case e ne hanno gravemente danneggiata una terza. La perizia iniziale, già depositata, ha indicato una possibile correlazione tra la linea elettrica di Deval e l’avvio del fuoco, elemento chiave nella decisione giudiziaria.
Imputati della società Deval
Giorgio Pession, al comando di Deval, è accusato di non aver adeguatamente mantenuto le infrastrutture elettriche, favorendo il verificarsi dell’incendio. Gli altri dirigenti, citati nella domanda di rinvio a giudizio, avrebbero invece avuto il compito di supervisionare le attività operative e di sicurezza, ruolo che, secondo la Procura, è stato svolto in maniera negligente. Le accuse di inquinamento ambientale colposo derivano dall’impatto sulla flora locale, gravemente compromessa dalla combustione prolungata.
Indagine su Sky Aviation e accusa di truffa
Parallelamente, la Procura ha aperto un ramo investigativo su Sky Aviation, compagnia elicotteristica impiegata in operazioni di soccorso e monitoraggio nella zona colpita. Sono stati richiesti i rinvii a giudizio dei rappresentanti legali Alessandro Penco e Cesare Sappino, nonché del pilota Christian Gagliardo e del tecnico di volo Luca Laurent. Oltre ai reati di incendio boschivo e inquinamento ambientale colposo Sky Aviation è indagata per inadempimento di pubbliche forniture e per un reato di truffa legato a contratti falsati.
Richieste di rinvio a giudizio
Il procuratore Luca Ceccanti ha sostenuto che la compagnia elicotteristica non avrebbe rispettato gli obblighi contrattuali con la Regione, fornendo servizi di volo inferiori a quanto concordato. La Regione, però, ha deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento di truffa, ritenendo che le responsabilità fossero di natura penale e non civile. Questa scelta influisce sulla dinamica del processo, poiché elimina la possibilità di un risarcimento diretto da parte della Regione.
Prossime fasi del processo
Con la decisione di non effettuare un nuovo incidente probatorio il tribunale procederà direttamente verso le fasi di esame delle testimonianze e delle prove già raccolte. La prossima udienza è stata fissata per il 25 novembre, data in cui verranno valutati eventuali richieste difensive e si definiranno i termini per l’eventuale dibattimento. Per la popolazione locale, la causa rappresenta un punto cruciale per ottenere chiarimenti su chi sia realmente responsabile del danno ambientale e patrimoniale subito, e per capire se gli interventi di emergenza saranno più efficaci in futuro.



