Nel tardo pomeriggio di martedì 27 ottobre, nella casa circondariale di Brissogne, situata ai margini di Aosta, si è verificata una scena di violenza che ha scosso l’intero carcere. Una sovrintendente della Polizia penitenziaria e due colleghi sono stati aggrediti da due detenuti, rispettivamente di nazionalità italiana e marocchina. L’intervento di altri operatori è stato necessario per ristabilire l’ordine e riportare gli agenti in ospedale.
L’attacco si è svolto intorno alle ore 18 nella sezione C del primo piano, area destinata a detenuti in regime ordinario. Secondo le ricostruzioni fornite dal sindacato Osapp, la sovrintendente è stata scaraventata a terra, trascinata per i capelli e colpita con un cestino dei rifiuti. Uno dei colleghi ha subito calci e pugni, venendo anch’egli sbattuto a terra, mentre il terzo agente, intervenuto per soccorrerli, è stato preso a pugni al volto.
Svolgimento dell’attacco nella sezione C
Le testimonianze indicano che i due aggressori hanno colto di sorpresa il personale durante una normale attività di controllo. Non sono ancora note le motivazioni che hanno scatenato l’episodio violento. I tre agenti sono stati immediatamente soccorsi e accompagnati in ospedale: due di loro hanno ricevuto una prognosi di sette giorni, mentre il terzo è stato tenuto in osservazione per approfondimenti diagnostici. Per far fronte all’emergenza, la direzione ha richiamato in servizio altri operatori, una misura definita inaccettabile dal sindacato.
Reazioni sindacali e richieste al Ministero della Giustizia
Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, ha denunciato una situazione “completamente fuori controllo” e ha sollecitato un intervento urgente del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Benedic ha sottolineato che la violenza contro il personale della Polizia penitenziaria è in costante aumento, mettendo a rischio l’incolumità di donne e uomini impegnati a garantire la sicurezza dell’istituto. Il sindacato ha richiesto “l’immediato avvicendamento dei vertici dell’istituto” e ha definito la gestione attuale “ingovernabile”.
Contesto di criticità nella struttura penitenziaria valdostana
Il caso di Brissogne si aggiunge a una serie di segnalazioni di carenze strutturali e organizzative nella regione. Nei giorni precedenti, l’Osapp aveva denunciato problemi legati all’acqua torbida nella caserma degli agenti e interruzioni di energia elettrica. Inoltre, i dati della direzione mostrano un organico di 118 agenti contro i 149 previsti, con ulteriori assenze che riducono il personale disponibile. Questo scenario di scarsa dotazione e sovraffollamento contribuisce a creare un clima di tensione che rende più probabili episodi di violenza come quello appena descritto.
Le autorità competenti sono ora chiamate a valutare con urgenza le richieste del sindacato, a controllare la sicurezza interna e a riesaminare la capacità di gestione della casa circondariale. La vicenda ha riacceso il dibattito nazionale sulla sicurezza penitenziaria e sull’importanza di garantire condizioni di lavoro dignitose per chi opera all’interno dei carceri.



