Intorno alle diciotto di questo pomeriggio, la sezione C del primo piano del Carcere di Brissogne – dove sono detenuti soggetti al regime ordinario – è diventata teatro di un episodio di violenza inaudita. Due detenuti, uno di nazionalità italiana e l’altro marocchina, hanno messo a segno una brutale aggressione contro una sovrintendente e due colleghi della Polizia penitenziaria. La dinamica, ricostruita dai testimoni presenti, descrive una scena di caos totale, con la sovrintendente scaraventata a terra, trascinata per i capelli e colpita da un cestino dei rifiuti, mentre gli altri due agenti hanno subito calci, pugni e colpi alla nuca.
Dettagli dell’attacco nella sezione C
Secondo le ricostruzioni fornite dal personale intervenuto, i due aggressori hanno agito in maniera coordinata, colpendo simultaneamente le tre figure presenti nella zona. La sovrintendente, di sesso femminile, è stata la prima a subire l’assalto: oltre a essere sbattuta a terra, è stata trascinata per i capelli e colpita ripetutamente con un cestino di immondizia, gesto che ha provocato lesioni multiple. Uno degli agenti è stato bersagliato con calci e pugni al volto e alla nuca, finché non è stato scaraventato a terra. Il terzo operatore, giunto in aiuto dei colleghi, ha ricevuto una raffica di pugni al volto, un gesto che ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi interni.
Le vittime e le conseguenze mediche
Al termine dell’intervento, tutti e tre gli operatori sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale più vicino per le verifiche necessarie. Due dei tre hanno riportato una prognosi di circa sette giorni di osservazione, mentre il terzo è rimasto sotto monitoraggio più prolungato per valutare eventuali complicazioni. Le autorità hanno confermato che non vi sono state ferite letali, ma le lesioni riportate sono state catalogate come gravi, giustificando l’attivazione di personale di rinforzo per ripristinare l’ordine all’interno della struttura.
Reazioni dei sindacati e richieste al governo
Il sindacato Osapp, che rappresenta la Polizia penitenziaria, ha definito l’accaduto “una violenza mai verificatasi nei quarant’anni di storia dell’istituto”. Leo Benedic, segretario generale dell’Osapp, ha dichiarato che la situazione nella casa circondariale di Brissogne è “completamente fuori controllo” e che gli episodi di violenza stanno crescendo in gravità, mettendo a rischio la vita di chi lavora quotidianamente per la sicurezza del carcere. Il sindacato ha richiesto il ricorso a personale di emergenza per ristabilire l’ordine e, soprattutto, ha avanzato una domanda di avvicendamento immediato dei vertici dell’istituto, ritenendo insostenibili le attuali condizioni operative.
Appello al ministro Nordio
Parallelamente, l’Osapp ha indirizzato un appello formale al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, chiedendo un intervento urgente per affrontare la crisi. Il sindacato sollecita l’adozione di un protocollo d’urgenza che preveda trasferimenti rapidi dei detenuti violenti fuori dal distretto, la revisione delle dotazioni organiche e l’introduzione di strumenti di protezione più efficaci per gli agenti. La richiesta si inserisce in un più ampio dibattito sulla gestione carceraria valdostana, dove la percezione di abbandono da parte delle autorità è ormai diffusa tra gli operatori di sicurezza.



