Il prezzo degli affitti e le retribuzioni contenute stanno creando un nodo critico nella magistratura italiana. A Milano numerosi funzionari amministrativi rifiutano il trasferimento nella capitale lombarda, mentre in Perugia la procura generale segnala l’esaurimento delle risorse necessarie per far funzionare gli uffici giudiziari.
Rifiuti di incarico a Milano per il costo della vita
Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, ha denunciato una “situazione drammatica” in cui la carenza di personale amministrativo minaccia i servizi essenziali, dall’immigrazione all’economia, fino ai reati più gravi. Stipendi compresi tra 1.500 e 1.800 euro risultano insufficienti per far fronte agli alti costi abitativi, e la pressione ha spinto circa un migliaio di candidati a rinunciare al posto. Roia accusa il Ministero della Giustizia di un “taglio netto” della pianta organica attuato con un decreto di giugno scorso.
Risposta del Ministero e graduatorie in fase di scorrimento
Il Ministero, tramite la sede di Via Arenula, replica sottolineando un “significativo incremento” della dotazione organica: 183 nuovi posti per Funzionario dei Servizi Giudiziari 13 per Tecnico di Amministrazione 1 per Funzionario Contabile e 23 per Operatore Giudiziario. La ratio, spiega il ministero, ha portato il rapporto tra personale amministrativo e magistratura da 2,57 a 3,00. Inoltre, è programmato lo scorrimento della graduatoria per 2.600 unità nella sezione assistenti, mirato a coprire le vacancy generate dalle rinunce.
Perugia: l’allarme della Procura per l’esaurimento dei fondi
Il procuratore generale della Corte d’Appello di Perugia, Sergio Sottani, ha inviato al Ministero della Giustizia una lettera d’urgenza il 7 ottobre, chiedendo un immediato rifinanziamento. Secondo la sua dichiarazione, le risorse destinate alle spese di funzionamento degli uffici giudiziari del distretto sono completamente esaurite, lasciando scoperti canoni di locazione, servizi di vigilanza, manutenzione degli edifici e utenze vitali.
Conseguenze di un bilancio insufficiente
La carenza di fondi rischia di provocare una paralisi operativa: il ritardo nei pagamenti ai fornitori potrebbe generare debiti e rendere difficile la gestione dei servizi giudiziari. Il PNRR prevede parametri di efficienza che la Procura teme di non poter rispettare senza un nuovo stanziamento. La situazione, definita “critica e non ripetibile”, è stata più volte segnalata negli ultimi mesi, con richieste di adeguamento dei budget ridotti rispetto al fabbisogno reale.
Entrambi i casi mostrano che le difficoltà non risiedono soltanto nella quantità di personale, ma anche nella sostenibilità economica dei posti di lavoro. Milano e Perugia illustrano come il costo della vita e la gestione dei fondi pubblici possano indebolire l’intero sistema giudiziario, mettendo a rischio l’accesso dei cittadini a un servizio fondamentale.



