7 Ottobre 2026 ☁ 13°

Drone marino distrutto vicino a Neptun Deep: la Romania accusa la Russia

La Romania ha distrutto un drone marino carico di esplosivi nelle acque del Mar Nero. Il presidente Nicusor Dan ha accusato la Russia, scatenando una nuova crisi internazionale.

Drone marino distrutto vicino a Neptun Deep: la Romania accusa la Russia

La tensione nel Mar Nero è salita alle stelle dopo che un caccia F-16 romeno ha abbattuto un drone marino carico di esplosivi a poche centinaia di metri dal giacimento di gas offshore Neptun Deep. L’incidente, avvenuto lo scorso fine settimana, ha scatenato una serie di reazioni internazionali e ha posto la Romania al centro di una crisi di sicurezza.

Il ministro della Difesa romeno, Radu Mirta, ha confermato l’accaduto attraverso i social media, sottolineando la gravità della minaccia. Il presidente Nicusor Dan ha immediatamente attribuito la responsabilità dell’attacco alla Russia, condannando fermamente Mosca per l’escalation di tali incidenti irresponsabili.

Una serie di incidenti preoccupanti

Questo episodio è solo l’ultimo di una serie di incursioni che hanno coinvolto la Romania negli ultimi mesi. Di recente, le forze alleate hanno abbattuto quattro droni aerei nel Paese, con l’ultimo incidente avvenuto lo scorso fine settimana. Inoltre, Bucarest ha segnalato lo schianto di un altro drone aereo in un’area disabitata a quattro chilometri a nord-est del villaggio di Grindu, vicino al confine con l’Ucraina.

Il 14 agosto, un drone è precipitato in Romania dopo aver attraversato indisturbato lo spazio aereo del Paese. Secondo le autorità locali, il drone non è stato rilevato dai sistemi radar poiché volava a quota molto bassa. L’incidente è avvenuto poche ore dopo che un caccia italiano Eurofighter, impiegato nella missione di pattugliamento aereo della Nato nei Paesi baltici, ha abbattuto un drone straniero nello spazio aereo della Lettonia.

La posizione strategica della Romania

La Romania, con il suo confine comune con l’Ucraina e la posizione lungo il Mar Nero, si trova in prima linea di fronte alle sfide di sicurezza legate all’invasione russa dell’Ucraina, iniziata a. Negli ultimi mesi, il Paese è diventato un punto caldo per incidenti e incursioni che coinvolgono droni.

All’inizio della settimana, sommozzatori militari rumeni hanno effettuato l’esplosione controllata di due droni di tipo Gerbera nel Mar Nero, vicino al progetto di gas Neptun Deep. A luglio, caccia rumeni F-16 hanno abbattuto tre droni nell’arco di soli tre giorni, mentre a giugno un drone marittimo ucraino è esploso nel porto di Constanța. Un Uav russo carico di esplosivi si è schiantato nella città di Galați anche a maggio, provocando un incendio in un edificio residenziale e ferendo due persone.

Reazioni internazionali e solidarietà

I vertici della Nato e i responsabili europei hanno condannato questi episodi e assicurato la loro solidarietà alla Romania e agli altri Paesi colpiti lungo il fianco orientale dell’Alleanza. Mercoledì si è riunito anche il Consiglio Nord Atlantico per discutere della recente serie di incidenti nell’Europa orientale.

In una dichiarazione diffusa dopo la riunione, la Nato ha affermato: “Gli Alleati hanno ribadito che la Russia porta la piena responsabilità per le violazioni dello spazio aereo, che sono pericolose e inaccettabili, e dimostrano la crescente tolleranza al rischio da parte della Russia. La Nato è pronta a dissuadere e a difendersi da qualsiasi aggressione”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito l’incidente un esempio di guerra ibrida sottolineando l’importanza di preservare la pace e di avere la capacità di scoraggiare provocazioni e aggressioni. Il programma Readiness 2030 sta mobilitando fino a 800 miliardi di euro per incrementare la produzione in Europa e fornire agli Stati membri le capacità di cui hanno bisogno per rispondere alle minacce emergenti.

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