7 Ottobre 2026 ☁ 13°

Coldiretti Valle d’Aosta lancia l’allarme: la siccità minaccia l’agricoltura

La siccità sta mettendo a dura prova l'agricoltura valdostana, con conseguenze gravi per la produzione di foraggio e la gestione degli allevamenti

Coldiretti Valle d’Aosta lancia l’allarme: la siccità minaccia l’agricoltura

La siccità sta diventando un problema sempre più pressante per l’agricoltura valdostana. Le scarse precipitazioni e la riduzione delle risorse idriche stanno mettendo a dura prova le coltivazioni e gli allevamenti, con ripercussioni economiche significative per le aziende locali.

Coldiretti Valle d'Aosta ha recentemente incontrato l’Assessore regionale all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod, per discutere delle difficoltà che il settore sta affrontando. La situazione è critica, e l’associazione ha lanciato un appello urgente per interventi concreti.

Le conseguenze della siccità sull’agricoltura valdostana

La produzione di foraggio e la gestione degli allevamenti negli alpeggi sono tra le attività più colpite dallo stress idrico. Le aziende agricole stanno facendo i conti con una sostenibilità economica sempre più precaria, a causa dei margini ridotti e delle condizioni climatiche avverse.

Anche i settori della viticolturafrutticoltura e orticoltura stanno risentendo degli effetti del cambiamento climatico che alterna lunghi periodi di siccità a eventi meteorologici estremi.

Le parole di Alessia Gontier

La presidente di Coldiretti Valle d’Aosta Alessia Gontier, ha ribadito la necessità di interventi immediati per rafforzare la gestione delle risorse idriche. “Nonostante la presenza di una storica ed efficiente rete irrigua – ha dichiarato – occorre progettare sistemi che non si limitino ad aumentare la capacità di stoccaggio, ma che garantiscano una distribuzione efficiente un utilizzo responsabile e la riduzione degli sprechi d’acqua.”

La situazione del fiume Po e le regioni del Nord

La situazione è critica anche per il fiume Po dove il livello di severità idrica è stato elevato da “medio” ad “alto”. Oltre cento comuni tra Lombardia e Piemonte stanno affrontando difficoltà nell’approvvigionamento d’acqua con alcuni che già fanno ricorso ad autobotti e autocisterne.

L’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del Po ha tenuto una riunione ieri per valutare la situazione. Il prossimo incontro è previsto per il 6 agosto.

Secondo Alessandro Delpiano, segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po la situazione è peggiorata. “Non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture, a cominciare dal riso.”

Nei prossimi giorni, a causa della riduzione delle portate di fiume e affluenti si prevede anche la ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta del Po con un possibile interessamento della centrale di potabilizzazione di Ponte Molo nel territorio di Taglio di Po in provincia di Rovigo.

Le regioni del Nord si trovano

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