23 Maggio 2026 🌤 15°

Risoluzione regionale per convocare l’assemblea dei soci di Sav sulla chiusura delle gallerie

La risoluzione della maggioranza chiede la convocazione urgente dell'<em>assemblea dei soci</em> di Sav per approfondire soluzioni tecniche e organizzative in vista della chiusura delle gallerie prevista dall'11 giugno 2026

Risoluzione regionale per convocare l’assemblea dei soci di Sav sulla chiusura delle gallerie

Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Valle si è registrata una stretta intorno alla questione della chiusura delle gallerie di Côte de Sorreley e Signayes. Pur non entrando nel merito con un dibattito immediato, la maggioranza ha ottenuto l’iscrizione di una risoluzione che impegna il Presidente della Regione e il Governo regionale a chiedere formalmente la convocazione dell’Assemblea dei soci di SAV S.p.A.. La decisione politica arriva mentre permane il cronoprogramma tecnico che prevede l’apertura dei cantieri a partire dall’11 giugno 2026 e una durata stimata vicino ai 370 giorni, con un costo indicativo di 40 milioni di euro.

Il dossier non è puramente tecnico: alle autorità locali e alle categorie economiche preoccupano gli impatti sulla mobilità e sull’economia della regione. Il Capo della Protezione Civile, Valerio Segor, aveva chiesto un ulteriore parere tecnico e SAV ha presentato un terzo parere confermando l’esigenza dell’intervento e la complessità delle opere. La risoluzione vuole quindi creare uno spazio istituzionale per confrontare le alternative tecniche e valutare la tenuta della viabilità nei mesi di cantiere, con l’obiettivo di limitare dove possibile gli effetti sulla circolazione e sulle attività locali.

Lo scontro politico in aula

La fase finale della seduta è stata caratterizzata da un acceso confronto sul modo di affrontare la questione. I consiglieri di opposizione, tra cui Corrado Bellora (Lega) e Alberto Zucchi (Fratelli d’Italia), hanno sollecitato l’inversione dell’ordine del giorno per discutere subito le loro iniziative ispettive e interrogazioni sul tema. Dall’altra parte, la maggioranza guidata dall’Union Valdôtaine ha difeso la scelta di proporre una risoluzione come strumento più adatto a promuovere un dibattito più strutturato e partecipato. La decisione finale è stata quindi quella di iscrivere la risoluzione senza aprire la discussione immediata, fatto che ha accentuato la tensione politica.

Le ragioni dei gruppi

I gruppi di opposizione hanno sostenuto che questioni urgenti come la chiusura delle gallerie meritano priorità e dibattito pubblico, temendo ricadute pesanti sulla viabilità e sull’economia locale. La maggioranza, invece, ha motivato la scelta sottolineando che un’interrogazione non consente un confronto approfondito: la proposta di una risoluzione servirebbe a stimolare l’avvio di un confronto concreto con i soci di SAV S.p.A., mettendo sul tavolo possibili soluzioni organizzative e tecniche alternative alla chiusura totale della tratta. Il contrasto tra queste visioni ha fatto emergere la difficoltà di conciliare rapidità e approfondimento nelle scelte istituzionali.

Il contenuto della risoluzione

La risoluzione approvata dalla maggioranza, anche se non condivisa dall’opposizione, declina alcuni obiettivi precisi: chiedere formalmente la convocazione dell’assemblea dei soci di SAV S.p.A., rappresentare in quell’occasione le preoccupazioni delle comunità locali e sollecitare ulteriori approfondimenti tecnici e organizzativi. In particolare il testo impegna il Presidente della Regione e il Governo regionale a richiedere che vengano valutate soluzioni finalizzate a ridurre la durata delle chiusure, a evitare, se possibile, l’interruzione totale del traffico e a limitare i disagi per cittadini e imprese.

Obblighi di rendicontazione

Un punto centrale della risoluzione è la richiesta di trasparenza: il Governo regionale è chiamato a riferire tempestivamente al Consiglio e alla commissione competente sugli esiti del confronto con i vertici della concessionaria. Questo meccanismo di rendicontazione mira a garantire che ogni elemento nuovo emerga pubblicamente e che le scelte tecniche siano accompagnate da valutazioni sulle ricadute socio-economiche e sulla gestione alternativa della viabilità.

Prospettive e impatti tecnici

I pareri tecnici prodotti da SAV e richiesti dalla Protezione Civile indicano lavori complessi che motivano la proposta di una chiusura prolungata per consentire la sicurezza e l’adeguamento dell’infrastruttura. Le stime economiche di circa 40 milioni di euro e la durata attesa intorno ai 370 giorni spiegano la preoccupazione dei sindaci e delle categorie produttive sul potenziale impatto su trasporti, turismo e attività commerciali. La risoluzione tenta di introdurre una fase interlocutoria tra istituzioni e soci per valutare se soluzioni alternative di cantiere possano attenuare questi effetti.

Nei prossimi giorni il passaggio chiave sarà la richiesta formale di convocazione dell’assemblea dei soci: sarà lì che potranno emergere proposte tecniche alternative, revisioni del cronoprogramma o impegni economici differenti. Sul piano politico, la vicenda rimane sotto osservazione e pesa anche sul ruolo del Presidente della Regione, Renzo Testolin, chiamato a mediare tra esigenze di sicurezza infrastrutturale e la tutela dell’interesse pubblico. Resta aperta la partita tra urgenza dei lavori e ricerca di soluzioni meno impattanti sulla comunità.

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