Il ricordo del 2 giugno 1946 è tornato al centro dell’attenzione nella Valle d’Aosta con un evento che ha voluto commemorare gli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia. Tenutosi al castello di Sarre, l’appuntamento ha colto l’occasione non solo per celebrare una conquista democratica fondamentale, ma anche per stimolare una riflessione sul valore dei diritti civili e sul ruolo delle comunità locali nella storia della Liberazione.
L’incontro, dal titolo “Libertà di scegliere. Ottant’anni dal primo voto delle donne”, è stato moderato da Luciano Caveri e ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, studiosi e autrici che hanno contribuito a ricostruire il contesto storico e culturale di quel momento. La giornata ha combinato interventi in presenza e collegamenti in remoto, offrendo una panoramica articolata tra memoria, ricerca storica e prospettive future.
Partecipanti e ruoli istituzionali
Alla cerimonia erano presenti figure di primo piano della politica regionale: il presidente del consiglio regionale Stefano Aggravi e il presidente della Regione Renzo Testolin. Tra gli ospiti nazionali si è distinta la presenza dell’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervenuta per sottolineare il valore costituzionale e civico del suffragio universale. Anche la dimensione locale è stata rappresentata, con la vice sindaca di Sarre Lorenza Palma che ha ricordato il legame stretto del territorio con le vicende della Guerra e della Liberazione.
Un collegamento europeo
In collegamento video è intervenuta Kata Tutto, presidente del Comitato europeo delle Regioni, che ha offerto una prospettiva sovranazionale sull’evoluzione dei diritti politici delle donne in Europa. Il contributo ha inserito la ricorrenza valdostana in un discorso più ampio sulle trasformazioni democratiche e sulla necessità di tutelare le conquiste civili anche a livello locale.
Memoria storica e ricerche locali
Il dibattito ha dato spazio alla ricerca storica grazie agli interventi di studiosi come Rosalba Dondeynaz, direttrice dell’istituto storico della resistenza, e della ricercatrice Adriana Meynet. Dondeynaz ha evidenziato come, dalle fonti d’epoca, emergesse una scarsa attenzione della stampa locale verso la questione del voto femminile: anche le donne politicamente attive del tempo, ha spiegato, non sempre posero al centro il tema dell’accesso al voto, che invece avrebbe avuto conseguenze profonde sulla vita civile e politica del Paese.
La ricerca come strumento di memoria
Le riflessioni degli storici hanno messo in luce come la memoria collettiva si costruisca anche attraverso studi condivisi e iniziative editoriali: il recupero di articoli, fotografie e testimonianze permette di restituire spessore alle vicende individuali e comunitarie che hanno contribuito alla trasformazione sociale del dopoguerra.
Presentazione del volume su Sarre
Durante l’evento è stato presentato il libro “Saint-Maurice de Sarre, 1945-2026“, a cura di Adriana Meynet. Il volume raccoglie testi e immagini d’epoca per raccontare le storie degli uomini e delle donne di Sarre impegnati nella Liberazione: una testimonianza che intreccia biografie locali con il più ampio processo di ricostruzione democratica.
L’autrice ha definito il libro come «un piccolo omaggio» a chi visse quei giorni e contribuì concretamente alla libertà, e lo ha proposto inoltre come un invito alla riflessione per le nuove generazioni: il messaggio centrale è che i diritti non vanno dati per scontati, ma richiedono cura e protezione costante per restare vivi nel tessuto civico.
Impatto sul presente
La pubblicazione rappresenta anche un ponte tra passato e presente: attraverso le pagine illustrate, i lettori possono comprendere come le scelte collettive del dopoguerra abbiano plasmato la società locale e come la memoria condivisa serva a orientare l’impegno civile contemporaneo. Il libro è stato concepito per essere accessibile sia ai ricercatori sia ai cittadini interessati alla storia della propria comunità.
Conclusioni e prospettive
La commemorazione a Sarre ha svolto la duplice funzione di celebrare una tappa storica e di stimolare un dibattito sul valore del voto e della partecipazione politica. I partecipanti hanno ribadito che la conquista del suffragio universale, sancita in concreto il 2 giugno 1946, resta un punto di riferimento per ogni iniziativa che mira a rafforzare la democrazia e la parità di genere.
Tra memoria, ricerca e impegno civico, l’incontro ha riaffermato l’importanza di continuare a raccontare queste storie locali come parte integrante della narrazione nazionale: proteggere i diritti conquistati significa anche coltivare la consapevolezza storica e promuovere educazione civica nelle nuove generazioni.



