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7 settembre: la festa di San Grato e il legame con la Valle d’Aosta

Ogni 7 settembre Aosta celebra San Grato, il suo patrono, con una festa che unisce fede, storia e identità valdostana

7 settembre: la festa di San Grato e il legame con la Valle d’Aosta

Ogni anno, il 7 settembre, Aosta si ferma per celebrare San Grato, il suo patrono. Questa ricorrenza non è solo un momento di devozione religiosa, ma un’occasione per riscoprire le radici storiche e culturali della Valle d’Aosta. La festa di San Grato è un evento che unisce la comunità, richiamando fedeli e autorità in un’atmosfera di condivisione e rispetto per le tradizioni.

San Grato, vissuto nella seconda metà del V secolo, è una figura centrale nella storia della Chiesa aostana. Inizialmente presbitero al fianco di Eustasio, primo vescovo di Aosta, Grato firmò gli atti del sinodo provinciale di Milano del 451 in rappresentanza del suo vescovo. Alla morte di Eustasio, Grato assunse la guida della giovane Chiesa locale, lasciando un’impronta indelebile nella comunità.

Le reliquie e il culto di San Grato

Le reliquie di San Grato sono custodite nella Cattedrale di Aosta, dove furono trasferite tra il XII e il XIII secolo. Un reliquiario gotico d’argento e rame dorato, realizzato tra il 1415 e il 1458, ospita i resti del santo. Questo manufatto, iniziato da Guglielmo di Locana e completato dall’orafo fiammingo Jean de Malines, è un capolavoro artistico che testimonia la devozione verso San Grato.

Il culto di San Grato si è diffuso anche oltre i confini della Valle d’Aosta, raggiungendo Piemonte, Savoia e aree della Svizzera. In ambito rurale, si è sviluppato l’antico rito della Benedizione di San Grato una triplice benedizione di terra, acqua e ceri per invocare la protezione divina sui campi e sui raccolti. Questo rito, ancora oggi praticato, è un esempio tangibile del legame tra fede e vita quotidiana.

La festa patronale del 2026

Nel 2026, la festa di San Grato ha assunto un significato particolare, coincidendo con l’80° anniversario delle prime elezioni libere dei Comuni valdostani. Per la prima volta, i Comuni della Valle hanno partecipato alla celebrazione, portando i loro gonfaloni e i loro sindaci ad Aosta. Questa presenza ha sottolineato l’importanza della dimensione civile e istituzionale accanto a quella religiosa.

La giornata è iniziata con la Messa presieduta dal vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, e concelebrata dal vescovo emerito monsignor Giuseppe Anfossi. Tra i presenti, il presidente della Regione Renzo Testolin, la senatrice Nicoletta Spelgatti e il deputato Franco Manes. Nell’omelia, monsignor Lovignana ha sottolineato l’importanza dell’unità cristiana e della società civile, invitando a vivere le differenze con rispetto e senza paura.

Dopo la Messa, la reliquia di San Grato è stata portata in processione per le vie del centro storico, accompagnata dai gonfaloni dei Comuni valdostani. Durante il percorso, è stata impartita la benedizione alla città e alla Diocesi. Un momento significativo è stato l’intervento dei giovani di Fontainemore, incaricati di portare la cassa reliquiaria secondo l’antica tradizione dei macons.

La tradizione dei macons di Fontainemore

La tradizione dei macons di Fontainemore risale al 1380, quando alcuni muratori del paese, impegnati a lavorare in Savoia, avrebbero recuperato le reliquie di San Grato, trafugate dalla Cattedrale di Aosta, riportandole in Valle attraverso la Valgrisenche. Questo racconto, tramandato nel tempo, è diventato un simbolo di devozione e identità per la comunità di Fontainemore.

La cassa reliquiaria, di epoca medievale e di particolare pregio artistico, è un altro elemento importante della celebrazione. Realizzata in legno e rivestita d’argento, presenta figure a mezzo rilievo e un tetto a due falde che le dà il profilo di una chiesa in miniatura. Nel 2022, la cassa ha subito un restauro che ha permesso di consolidare l’argento ossidato e reintegrare le parti mancanti.

La festa di San Grato e l’identità valdostana

La festa di San Grato è un evento che va oltre la dimensione religiosa, diventando un momento di riflessione sull’identità valdostana. La partecipazione dei Comuni e delle autorità ha sottolineato l’importanza della comunità e della condivisione dei valori. La celebrazione ha anche unito fede, tradizione e istituzioni, creando un legame simbolico tra il passato e il presente.

La ricorrenza di San Grato ha così messo insieme fede, tradizione e istituzioni, con una partecipazione che quest’anno ha coinvolto simbolicamente l’intera Valle d’Aosta. La festa patronale è un’occasione per riscoprire le radici storiche e culturali della Valle, unendo la comunità in un momento di condivisione e rispetto per le tradizioni.

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