La Bcc Valdostana ha presentato e fatto approvare il bilancio relativo all’esercizio 2026, confermando una chiusura positiva con un utile netto di 13,7 milioni di euro. L’assemblea dei soci, riunita il 24 maggio, ha ascoltato i dettagli numerici e le riflessioni della governance, che hanno evidenziato un progresso su più fronti: aumento dei volumi, crescita della raccolta e un rafforzamento patrimoniale significativo. Nel racconto dei risultati emergono sia elementi finanziari puri sia scelte strategiche rivolte al mantenimento della prossimità con famiglie e imprese locali.
Trend operativi e principali indicatori
Sul fronte della raccolta la banca ha segnato un incremento della raccolta diretta pari al +10,2% anno su anno, mentre gli impieghi sono cresciuti del +4,2%, con una domanda sostenuta soprattutto dalle famiglie e dalle piccole-medie imprese. La raccolta indiretta ha registrato un aumento di circa 50 milioni di euro, contribuendo a diversificare le fonti di provvista. Questi movimenti hanno permesso all’istituto di migliorare le quote di mercato in Valle d’Aosta, confermando la validità del modello cooperativo locale.
Margine di interesse e commissioni
Il margine di interesse complessivo ha subito una riduzione del -5%, scendendo da 28,1 a 26,7 milioni di euro a causa della discesa della curva dei tassi. Tuttavia tale contrazione è stata in larga parte compensata dall’incremento delle commissioni nette, cresciute dell’11% (da 6,3 a 7 milioni di euro). Come ha spiegato il direttore generale, questa dinamica ha permesso di preservare la redditività operativa nonostante il contesto monetario meno favorevole.
Qualità del credito e capitale
La qualità del portafoglio crediti è migliorata, con gli NPL lordi che sono scesi dal 3,37% al 2,65% e un livello di copertura dei crediti deteriorati attestato all’85,6%. Tali dati riflettono una gestione prudente del rischio e attività di controllo efficaci sul territorio. Sul piano patrimoniale il rafforzamento è evidente: il coefficiente CET1 è salito dal 25,5% al 31,1%, collocando la banca su livelli di solidità considerevoli rispetto ai requisiti regolamentari. Il CET1 è il principale indicatore di robustezza patrimoniale usato per valutare la capacità di assorbire perdite.
Effetti della riorganizzazione interna
I vertici hanno attribuito i risultati anche a un percorso di riorganizzazione interna, investimenti in formazione del personale e alla strategia di consulenza sul territorio. La combinazione di competenze e di presenza fisica nelle comunità ha permesso di mantenere relazioni stabili con la clientela, fattore ritenuto centrale dalla governance per sostenere crescita e reputazione. Inoltre, il miglior mix tra redditività da servizi e gestione del credito ha contribuito a consolidare i risultati.
Missione cooperativa e iniziative sociali
Il presidente Davide Adolfo Ferré ha sottolineato come il buon esito dell’esercizio non sia solo un indicatore economico, ma anche il risultato di una filosofia cooperativa che pone al centro il bene comune. In questo ambito la banca ha proseguito gli investimenti in ambito sociale, culturale, sportivo e nella formazione finanziaria per i giovani. Durante l’assemblea sono state consegnate borse di studio e riconoscimenti al personale, a sottolineare il legame con il territorio e la volontà di sostenere la continuità generazionale.
Professione e tecnologia
Nel dibattito è stato affrontato anche il tema della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale: strumenti che la banca intende adottare in modo responsabile per migliorare i servizi senza perdere il valore della relazione personale. Il management ha richiamato la necessità di un approccio etico alla tecnologia, integrato con la consulenza tradizionale, per rispondere alle esigenze sia dei clienti più maturi sia dei giovani, che vengono considerati fondamentali per la continuità dell’istituto.



