In un momento in cui la sensibilità verso la fauna alpina dovrebbe essere in crescita, la Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu) Delegazione di Aosta solleva una questione spinosa riguardo al nuovo impianto di tiro a volo di Châtillon inaugurato a fine agosto. La struttura, infatti, include un percorso dedicato all’allenamento dei cacciatori, con piattelli che riproducono il volo di specie selvatiche come la pernice bianca la coturnice e il gallo forcello.
La Lipu non è la prima a esprimere preoccupazioni riguardo a questo impianto. Dopo le critiche di Legambiente e Avapa anche l’associazione ambientalista ha deciso di intervenire, focalizzandosi però su un aspetto diverso: l’allenamento alla caccia. “Pernice bianca, coturnice e gallo forcello non sono semplicemente sagome o tipologie di bersaglio“, sottolineando come queste specie siano uccelli delle nostre montagne già in difficoltà a causa di habitat sempre più vulnerabili e numerosi fattori di pressione.
Un allenamento discutibile in vista della stagione venatoria
Con l’inizio della stagione venatoria alle porte, la Lipu si chiede se sia davvero necessario continuare a cacciare specie già in difficoltà, e persino predisporre impianti per allenarsi a farlo. “È davvero necessario continuare a cacciare specie già in difficoltà, e persino predisporre impianti nei quali ci si possa allenare simulandone specificamente il volo?” si domanda l’associazione.
La Lipu ricorda inoltre che, pochi giorni fa, il Tar Piemonte ha fermato la caccia alla pernice bianca sul proprio territorio regionale, facendo riferimento al parere di Ispra che la annovera tra le specie a rischio estinzione. “Crediamo che, soprattutto quando una specie mostra condizioni di vulnerabilità, debba prevalere un principio di prudenza e di tutela“, scrive l’associazione in una nota.
La fauna selvatica: un patrimonio da proteggere
La Lipu sottolinea come la fauna selvatica sia un patrimonio di tutti. “Prima di chiederci come cacciarla, dovremmo chiederci se sia ancora opportuno farlo“, afferma l’associazione, invitando a una riflessione più ampia sul rapporto che intendiamo avere con la fauna selvatica della Valle d'Aosta.
La questione sollevata dalla Lipu non riguarda solo l’impianto di Châtillon, ma tocca un tema più ampio: la necessità di sviluppare attenzione e sensibilità verso la fauna alpina. In un’epoca in cui la biodiversità è sempre più minacciata, la scelta di allenarsi a cacciare specie già in difficoltà appare, agli occhi dell’associazione, poco coerente con gli obiettivi di conservazione.
La discussione è aperta, e la Lipu spera che questo dibattito possa portare a una maggiore consapevolezza e, possibilmente, a un cambiamento nelle pratiche di caccia nella regione.



