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Targa d’argento a Favre: la Valle d’Aosta torna al premio dopo 36

Adriano Favre, guida alpina valdostana, ottiene la targa d’argento del premio internazionale di solidarietà alpina, riportando la Vda al riconoscimento dopo trentasei anni.

Targa d’argento a Favre: la Valle d’Aosta torna al premio dopo 36

Il 19 settembre 2026, al Paladolomiti di Pinzolo, la comunità del soccorso alpino ha assistito a una cerimonia carica di simbolismo. Adriano Favre guida alpina di Ayas ed ex direttore del Soccorso Alpino Valdostano, è stato insignito della targa d’argento del Premio internazionale di solidarietà alpina la 55ª edizione di una manifestazione nata più di cinquant’anni fa per onorare il coraggio e la generosità in alta quota.

La premiazione: riconoscimenti e memorie

La mattinata ha avuto inizio con la consegna della Medaglia del Presidente della Repubblica a Giuseppe Ciaghi, presidente del comitato organizzatore, simbolo dell’importanza istituzionale attribuita alla solidarietà alpina. Subito dopo, la Medaglia d’oro alla memoria è stata conferita a Luca Sinigallia, alpinista scomparso nell’agosto 2025 sul Pik Pobeda in Kirghizistan mentre tentava di salvare una collega russa ferita a oltre 7.000 metri di quota. La cerimonia ha quindi unito l’onore attuale a quello della memoria, rimarcando che solidarietà significa anche ricordare chi ha sacrificato la vita per gli altri.

Il gesto di Luca Sinigallia

Il ricordo di Sinigallia è stato accompagnato da una breve testimonianza che ha sottolineato il suo “gesto di straordinario altruismo”. Nel frattempo, l’International Rescue Team, in collaborazione con il CNSAS, ha proseguito le ricerche sul Pik Pobeda con l’uso di droni specializzati, dimostrando come la tecnologia moderna continui a sostenere le missioni di soccorso in ambienti estremi.

Il percorso di Adriano Favre: da guida alpina a modello di solidarietà

La carriera di Favre si estende per più di cinquant’anni ed è caratterizzata da una costante dedizione al soccorso in montagna. Come direttore del Soccorso Alpino Valdostano, ha potenziato le capacità di ricerca e intervento, con particolare attenzione all’addestramento dei cani da valanga, strumenti fondamentali per localizzare escursionisti sepolti sotto la neve. Inoltre, ha promosso corsi di formazione per volontari, contribuendo a creare una rete di soccorritori preparati a intervenire in condizioni difficili.

Nel ricevere la targa, Favro ha rivolto un pensiero alle famiglie dei soccorritori, evidenziando il peso emotivo di chi attende il ritorno dei propri cari dalle missioni di salvataggio. Un messaggio che amplia il significato del premio, passando dal singolo gesto di coraggio a una dimensione collettiva che coinvolge intere comunità di montagna.

Un ritorno storico per la Valle d’Aosta

L’assegnazione della targa d’argento a Favre segna il primo riconoscimento a un valdostano dal 1990, quando il medico di Courmayeur Pietro Bassi ne era stato insignito. Il trentasei-anni di intervallo sottolinea l’importanza storico-culturale della regione nel panorama alpino italiano, ricordando che la Valle d’Aosta ha sempre fornito personale altamente qualificato al servizio del soccorso in quota.

La candidatura di Favre è stata proposta da Maurizio Dellantonio, presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), che durante la cerimonia ha evidenziato come il premio offra “visibilità all’impegno di chi mette le proprie competenze al servizio del prossimo”. L’intera Direzione nazionale del CNSAS era presente in loco, confermando il legame stretto tra l’evento di Pinzolo e le istituzioni nazionali del soccorso.

Oltre ai riconoscimenti individuali, la cerimonia ha visto la partecipazione del sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini, e del presidente dell’Azienda per il turismo di Madonna di Campiglio, Tullio Serafini, dimostrando che la solidarietà alpina è una realtà condivisa tra enti locali, volontari e istituzioni.

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