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Siccità in Valle d’Aosta: pascoli sacrificati e monitoraggio regionale prolungato

L’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica si è riunito l’8 settembre: i dati di luglio e agosto mostrano una situatione in lento miglioramento, ma per gli allevatori l’estate è stata «da dimenticare» con perdite fin quasi al 40% e la necessità di anticipare la désarpa.

Siccità in Valle d’Aosta: pascoli sacrificati e monitoraggio regionale prolungato

L’8 settembre si è tenuta la riunione dell’Osservatorio regionale tecnico-politico sulla crisi idrica presieduta dagli assessori Davide Sapinet e Speranza Girod. L’incontro ha fatto il punto sul quadro climatico e idrologico della Valle d’Aosta dopo mesi segnati da temperature anomale e scarse precipitazioni che hanno inciso sulla disponibilità di acqua per usi potabili, irrigui e idroelettrici.

Il resoconto ufficiale indica per luglio e agosto una «situazione in lento miglioramento», ma sottolinea l’importanza di mantenere un monitoraggio costante durante l’autunno per seguire l’evoluzione del contesto climatico e idrologico. L’Osservatorio ha richiamato il ruolo del coordinamento tra i soggetti coinvolti nella gestione della risorsa per disporre di informazioni condivise e aggiornate.

Riunione dell’Osservatorio e impegno di monitoraggio

Nel corso della seduta l’attenzione si è concentrata sulle disponibilità di risorsa idrica nei vari settori: uso idropotabile uso irriguo e produzione idroelettrica. I partecipanti hanno ribadito che, nonostante alcuni segnali migliorativi nei dati raccolti a luglio e agosto, è essenziale proseguire l’attività di controllo per anticipare eventuali criticità e intervenire con decisioni tempestive.

Continuità del monitoraggio

La nota dell’Osservatorio precisa che «L’attività di monitoraggio proseguirà anche nel corso dell’autunno», per aggiornare il livello di conoscenza e consentire scelte condivise. Questo impegno nasce dalla necessità di avere dati omogenei e tempestivi utili sia alle amministrazioni sia agli operatori economici che fanno affidamento sulla risorsa idrica.

Impatto sugli allevatori: désarpa anticipata e perdite economiche

L’assenza prolungata di pioggia e il prosciugamento di molte sorgenti hanno compromesso la crescita dell’erba nei pascoli, causando difficoltà operative e produttive per gli allevatori. Il presidente dell’Associazione regionale allevatori valdostaniDavide Ronc ha descritto l’estate come particolarmente avversa per chi pratica l’alpeggio: la scarsità d’acqua ha costretto molti a rientrare ai pascoli di fondovalle prima del previsto.

Ronc ha spiegato che la désarpa anticipata impone agli allevatori di consumare prima le scorte di fieno accumulate in estate per l’alimentazione invernale, con la conseguente possibilità di dover acquistare foraggi esterni. «Per molte allevatori è sicuramente un’estate da dimenticare», ha detto, sottolineando lo stress economico sopportato dalle aziende.

Entità delle perdite

Seppure i calcoli definitivi richiedano ulteriori elaborazioni, l’associazione ha stimato che le perdite dovute alla ridotta produzione di latte in alpeggio possano oscillare tra il 30% e il 40% in alcuni casi. Questo valore è indicativo dell’impatto diretto che la siccità ha avuto sulla redditività delle aziende zootecniche, aggravando il bilancio stagionale degli allevatori e aumentando i costi legati all’approvvigionamento di foraggi.

Segnali climatici e contesto termico

Oltre ai problemi idrici, i dati climatici registrati nei mesi estivi hanno mostrato un anomalo aumento termico in valle: il fondovalle ha vissuto ad agosto uno degli episodi più caldi, mentre i valori medi sono risultati superiori alle medie stagionali anche ad altitudini più elevate. L’aumento medio delle temperature misurato in alcuni report è dell’ordine di 3,2 gradi rispetto alle medie storiche, un elemento che ha amplificato gli effetti della scarsità di precipitazioni.

Questa combinazione di caldo e mancanza d’acqua ha reso i pascoli meno produttivi e ha sollecitato interventi coordinati per mitigare l’emergenza, con particolare attenzione ai comparti più vulnerabili come quello dell’allevamento in montagna.

Nel frattempo le istituzioni regionali continuano a monitorare la situazione, con l’obiettivo dichiarato di conservare una visione aggiornata del quadro climatico e idrologico e di fornire supporto operativo agli allevatori e agli altri settori colpiti.

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