Il casello autostradale di Ivrea ha vissuto una giornata complicata il 13 settembre 2026, a causa di un guasto alla rete elettrica che ha mandato in tilt i sistemi di pagamento dei pedaggi. Il malfunzionamento ha causato code e rallentamenti, soprattutto per i veicoli in uscita dall’autostrada A5 Torino-Aosta.
Il problema è iniziato nella serata di sabato 12 settembre, intorno alle 20:00, e ha costretto gli addetti del servizio autostradale a intervenire per gestire la situazione. È stato installato un generatore temporaneo per garantire l’alimentazione degli impianti, ma il ripristino definitivo della rete elettrica potrebbe richiedere ancora alcuni giorni.
Le cause del guasto e le soluzioni adottate
Il guasto alla rete elettrica ha colpito la zona del casello, causando il malfunzionamento dei sistemi utilizzati per l’erogazione dei biglietti e il pagamento dei pedaggi. Gli addetti del servizio autostradale hanno lavorato per consentire il deflusso delle automobili, ma la situazione potrebbe non essere risolta in tempi brevi.
Il ripristino definitivo della rete elettrica potrebbe richiedere ancora alcuni giorni, e in caso di nuove interruzioni dell’alimentazione provvisoria, non si escludono ulteriori problemi al funzionamento del casello. Agli automobilisti in transito nella zona di Ivrea è quindi consigliata particolare attenzione, soprattutto nelle ore di maggiore traffico, per la possibilità di nuove code e rallentamenti.
Il fenomeno dei mancati pagamenti ai caselli autostradali
Ogni anno, sulle autostrade a pedaggio italiane, si registrano numerosi casi di transito senza il saldo immediato del pedaggio. Questo fenomeno origina sia da cause accidentali, come smarrimenti o disservizi tecnici, sia da comportamenti elusivi intenzionali.
Con una rete autostradale di circa 6.500 km gestita da numerosi concessionari, fenomeni di questo tipo hanno un impatto significativo sulla gestione della mobilità, sulla sicurezza finanziaria delle società concessionarie e sul senso di equità percepito dagli utenti paganti.
Le cause principali del mancato pagamento
L’omesso saldo del pedaggio nasce da una vasta gamma di situazioni, che si possono suddividere schematicamente in dimenticanze o mancanza di liquidità, errori tecnici o malfunzionamenti, sbarre alzate e sistemi automatici, smarrimento o non rilevazione del biglietto, e evasione intenzionale.
Le società concessionarie hanno attivato molteplici procedure per arginare rischi e garantire il saldo del dovuto, come l’emissione del Rapporto di Mancato Pagamento (RMP), controlli incrociati tra targa del veicolo e biglietti/telepass registrati, e accesso a canali di pagamento online.
Il sistema Free Flow e le sue implicazioni
Il modo di pagare il pedaggio autostradale sta cambiando con l’introduzione del sistema Free Flow che consente di viaggiare senza fermarsi al casello. Questo sistema è già operativo su diverse tratte della rete autostradale italiana, prevalentemente nel Nord Italia.
Il Free Flow utilizza appositi portali installati sopra la carreggiata, dotati di telecamere e sensori in grado di rilevare e classificare automaticamente i veicoli in transito. Per chi utilizza un dispositivo di telepedaggio compatibile, il funzionamento è semplice: il passaggio viene rilevato dal sistema e il pedaggio viene addebitato automaticamente.
Chi invece non dispone di un sistema di pagamento automatico viene identificato attraverso la targa del veicolo. Il sistema registra il transito e determina l’importo del pedaggio in base alla tratta percorsa. È importante prestare attenzione ai termini per il pagamento, che solitamente è previsto entro 15 giorni.
Il mancato pagamento può comportare l’aggiunta di eventuali oneri previsti e le conseguenze previste dall’art. 176 del Codice della Strada. Per questo motivo, è sempre consigliabile verificare le modalità e i termini di pagamento applicabili sul sito ufficiale del concessionario autostradale.



