6 Ottobre 2026 ☁ 15°

Mozione bocciata sul bando Fse+ per addetti alla sicurezza: il dibattito in Consiglio Valle

Il voto ha messo a confronto critiche sulla presunta discriminazione e spiegazioni tecniche legate alla programmazione Fse+; resta aperta la possibilità di un bando aperto a tutti

Mozione bocciata sul bando Fse+ per addetti alla sicurezza: il dibattito in Consiglio Valle

Il Consiglio Valle ha respinto una mozione presentata dai gruppi Lega Vda e La Renaissance Valdôtaine sul bando per l’accesso al corso gratuito per addetti ai servizi di controllo e sicurezza dei locali notturni, finanziato nell’ambito del Programma regionale Fse+ 2026-2027 e inserito nel progetto “Percorsi di Futuro”. Il voto del 21 maggio 2026 si è concluso con 20 astensioni, sei contrari e otto favorevoli, sancendo il rigetto della proposta di impegnare la Giunta regionale a modificare i destinatari del bando.

Le ragioni dei proponenti

I firmatari della mozione hanno contestato il fatto che il bando fosse rivolto esclusivamente a persone di origine straniera, sostenendo che questa scelta escluda di fatto i cittadini italiani. Secondo Simone Perron di Lega Vda, limitare l’accesso in questo modo può configurarsi come una forma di discriminazione e contrasta con i principi di parità di trattamento. I promotori hanno chiesto che, in futuri avvisi analoghi, si considerino come destinatari prioritari categorie come i giovani, i disoccupati di lungo periodo, i gruppi svantaggiati e le persone inattive alla ricerca di un reinserimento lavorativo.

Chi avrebbero voluto includere

La mozione indicava esplicitamente la necessità di privilegiare categorie vulnerabili: giovani in cerca di prima occupazione, disoccupati di lungo periodo che faticano a rientrare nel mercato del lavoro e altri soggetti svantaggiati che necessitano di misure di accompagnamento. L’obiettivo dichiarato era rendere le opportunità formative coerenti con le misure generali del Fse+, che mirano a facilitare l’accesso al lavoro per chi è più lontano dal mercato occupazionale.

La risposta della Giunta e i vincoli tecnici

L’Assessore alle politiche europee, Leonardo Lotto, ha ribattuto ricordando vincoli procedurali e programmatici: le priorità del Fse+ 2026-2027 sono state definite dopo il confronto con la Commissione europea e la programmazione è stata approvata definitivamente nel 2026, per cui le risorse devono essere destinate agli obiettivi stabiliti. Lotto ha inoltre sottolineato che l’avviso richiamato dalla mozione si è chiuso il 13 aprile, data che rende tecnicamente impraticabile intervenire retroattivamente sulla platea dei beneficiari.

Come nascono i corsi finanziati

Secondo la Giunta, la procedura prevede che siano gli enti di formazione accreditati a proporre progetti sulla base delle esigenze territoriali; tali proposte vengono poi valutate dal nucleo di valutazione competente. Nel caso in esame, il corso per addetti alla sicurezza è stato presentato e ritenuto finanziabile secondo questa logica. Lotto ha inoltre annunciato che è in uscita un nuovo avviso pubblico, rivolto a tutti, per la presentazione di progetti formativi mirati all’acquisizione di competenze di base, qualificazioni, abilitazioni e patentini: se un ente confermerà l’effettiva esigenza, potrà attivare un percorso per i cosiddetti buttafuori aperto a ogni cittadino.

Implicazioni del dibattito e possibili sviluppi

La discussione mette in luce il contrasto fra l’approccio delle forze politiche che chiedono misure più inclusive e i limiti imposti dai vincoli di programmazione europea e dalle scadenze amministrative. Da un lato emerge la richiesta di politiche formative orientate ai più vulnerabili; dall’altro, la necessità di rispettare gli obiettivi fissati nella fase di negoziazione del Fse+. L’annuncio di un nuovo avviso apre però una finestra: se la domanda territoriale sarà comprovata da un ente accreditato, sarà possibile attivare corsi analoghi ma con platee diverse, rendendo la formazione accessibile a tutti i candidati idonei.

In chiusura, il fallimento della mozione non chiude il tema: il voto del 21 maggio 2026 è solo una tappa di un confronto più ampio su come coniugare inclusione sociale e vincoli di programmazione europea, e resta da vedere come si tradurrà nella pratica il nuovo invito pubblico per progetti formativi.

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