7 Ottobre 2026 ☁ 13°

La parrocchia di Courmayeur ricorre al Tar contro la classificazione di un edificio storico

La parrocchia di Courmayeur ha presentato ricorso al Tar contro la classificazione di un edificio storico da parte della Soprintendenza. L'edificio, costruito negli anni '50, è stato dichiarato di pregio storico, culturale, architettonico e ambientale.

La parrocchia di Courmayeur ricorre al Tar contro la classificazione di un edificio storico

Nel cuore della Valle d’Aosta, a Courmayeur, si sta consumando una disputa tra la parrocchia locale e la Soprintendenza per i beni e le attività culturali. Al centro della controversia, un edificio degli anni ’50, originariamente destinato a cinema parrocchiale, che la Soprintendenza ha classificato come edificio di pregio storico, culturale, architettonico e ambientale.

La storia dell’edificio e la decisione della Soprintendenza

L’edificio in questione, situato a monte della chiesa settecentesca di San Pantaleone, è stato costruito nei primi anni ’50 del secolo scorso. Con una superficie di 380 metri quadrati e tre livelli, è stato utilizzato per l’oratorio, le aule di catechismo e per accogliere la comunità parrocchiale durante manifestazioni e proiezioni cinematografiche. Tuttavia, da tempo è in pressoché totale disuso.

Nel 2026, in occasione del raggiungimento dei 70 anni dalla sua edificazione, la Soprintendenza ha effettuato una verifica per determinare l’interesse artistico o storico del fabbricato. Nonostante la parrocchia, retta da don Grzegorz Piotr Mrowczynski, abbia presentato un’istanza nel febbraio 2026, la Soprintendenza ha deciso di classificare il corpo di fabbrica originario come edificio di pregio, mentre le parti realizzate in tempi successivi sono state considerate inserite nell’ambiente circostante.

Il ricorso della parrocchia e la posizione della Regione

La parrocchia, assistita dall’avvocato Piercarlo Carnelli, ha presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Valle d’Aosta per contestare la decisione della Soprintendenza. Secondo la parrocchia, il provvedimento è illegittimo perché non sono stati dimostrati i valori e le qualità cui la pubblica amministrazione ha dichiarato di informarsi. Inoltre, non è chiaro l’oggetto di una classificazione anziché dell’altra.

La Giunta regionale ha deliberato che l’ente sarà rappresentato in giudizio dai legali dell’Avvocatura interna. La tesi della Regione è che la classificazione contestata non rappresenti una valutazione nuova, ma che già strumenti urbanistici comunali del 2013 e del maggio 2026 avevano classificato la porzione originaria dell’edificio come di pregio.

Le implicazioni della classificazione

La classificazione come edificio di pregio comporta limitazioni significative agli interventi edilizi possibili. Questo è uno dei motivi principali per cui la parrocchia ha deciso di ricorrere al Tar, cercando di ottenere l’annullamento del provvedimento.

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tutela del patrimonio storico e culturale, dove spesso si scontrano le esigenze di conservazione con quelle di utilizzo e manutenzione degli edifici.

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