Il 10 giugno 2026 segnerà la fine di un altro anno scolastico per gli studenti della Valle d’Aosta. Per 11.325 alunni, il suono della campanella segnerà l’inizio delle tanto attese vacanze estive, che si protrarranno fino al 10 settembre.
Tuttavia, per molti giovani, la fine delle lezioni non significa la fine degli impegni scolastici. Infatti, 1.152 studenti affronteranno l’esame finale del primo ciclo di istruzione, mentre 930 si preparano per l’esame di Stato.
Il calendario degli esami di Stato
Gli esami di Stato inizieranno il 18 giugno con la prima prova scritta di italiano. Il 21 giugno seguirà la seconda prova scritta, basata sull’indirizzo di studio scelto. Dopo una breve pausa, il 25 giugno i maturandi affronteranno la prova di francese o la prova Esabac.
Una volta completate le prove scritte, l’esame si concluderà con i colloqui orali. Quest’anno, le commissioni d’esame saranno composte da un presidente esterno, due docenti interni per ciascuna classe e due esterni. La Valle d'Aosta ha formato 28 commissioni, ciascuna abbinata a due classi, per un totale di 28 presidenti e 168 docenti.
Le peculiarità del bilinguismo valdostano
Un aspetto unico dell’esame di Stato in Valle d'Aosta è la tutela del bilinguismo. Per garantire la presenza del docente di francese senza aumentare il numero dei commissari, la lingua francese sostituirà una delle quattro discipline ministeriali durante il colloquio orale.
Le vacanze estive e le alternative per le famiglie
Con la fine delle lezioni, molte famiglie si trovano di fronte al dilemma di come occupare i propri figli durante l’estate. Le opzioni principali includono i Piano estate e i centri estivi.
Il Piano estate, finanziato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, offre percorsi educativi e formativi per il potenziamento delle competenze, l’inclusione e la socialità. Tuttavia, l’offerta è limitata e spesso non copre l’enorme richiesta delle famiglie.
I centri estivi, sia pubblici che privati, rappresentano un’alternativa, ma i costi sono in aumento e le disponibilità sono limitate. Secondo Anna Rea, presidente Adoc, le iniziative attuali sono insufficienti e molte famiglie restano escluse dalle graduatorie.



