Il futuro della Cogne acciai speciali è al centro di un acceso dibattito a valle d’Aosta. L’azienda ha comunicato l’imminente mancanza di lavoro fino a fine anno, una notizia che mette in allarme non solo i 1.200 dipendenti ma anche l’intero tessuto produttivo della regione. La questione è stata discussa in un incontro tenutosi a Aosta, al secondo piano del Palazzo regionale, alla presenza del presidente della Regione, Renzo Testolin, e dell’assessore alle Attività produttive, Luigi Bertschy.
Le richieste dei sindacati alla luce dell’allarme produttivo
Chiara Maffè, commissaria della UIL Valle d’Aosta e Gabriele Belmonte, segretario della Uilm Valle d’Aosta hanno ribadito che la crisi non è una semplice questione di numeri. “La crisi di Cogne Acciai Speciali non riguarda soltanto 1.200 lavoratrici e lavoratori, ma incide sul futuro industriale dell’intera Valle d’Aosta” hanno affermato. I due sindacati hanno sottolineato l’urgenza di trovare soluzioni concrete per fronteggiare la carenza di lavoro avvertita dall’azienda nei prossimi mesi, evitando che i dipendenti debbano sostenere ulteriori sacrifici dopo anni di ricorso agli ammortizzatori sociali.
Domanda di un piano industriale credibile
Secondo i rappresentanti sindacali, non si può accettare che l’incertezza produttiva si traduca in penalizzazioni occupazionali ed economiche. Hanno quindi chiesto alla proprietà di presentare un piano industriale credibile con impegni verificabili su produzione, investimenti e occupazione. Tale documento dovrebbe fornire una chiara panoramica delle prospettive a medio-termine e garantire che la perdita di posti non diventi definitiva.
Rilevanza politica e prospettive europee
L’assessore allo Sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha confermato che la preoccupazione dei sindacati è condivisa dall’amministrazione regionale. Ha precisato che l’interesse non si limita ai due mesi finali dell’anno, ma riguarda le prospettive, sottolineando l’importanza di strumenti per investimenti e formazione. Inoltre, hanno discusso la possibilità di far intervenire le istituzioni europee, con l’obiettivo di contrastare un presunto fenomeno di dumping che penalizza l’acciaio europeo.
Possibile coinvolgimento dell’Unione Europea
Il neo-segretario Cgil Valle d’Aosta, Igor De Belli, ha definito la situazione “una forma di dumping”, chiedendo un intervento a livello europeo per proteggere l’acciaio locale. Anche il segretario del Savt, Claudio Albertinelli, ha espresso speranza che l’UE possa limitare le importazioni indiane, ritenute minacciose per il mercato interno.
La risoluzione della questione sarà decisiva per il futuro occupazionale della Valle d’Aosta e per la sua capacità di mantenere una base industriale competitiva.



