Il bilancio della grande acciaieria valdostana ha acceso un forte segnale di allarme tra le organizzazioni dei lavoratori. I documenti contabili rivelano una perdita netta prossima ai 61 milioni di euro, con una situazione fiscale che porta la perdita a circa 81 milioni prima delle imposte, a fronte di un risultato positivo registrato l’anno precedente.
Paradossalmente, il quadro non è caratterizzato da un calo dei ricavi: grazie anche all’integrazione del gruppo DMV/Mannesmann Stainless Tubes, il fatturato supera il miliardo di euro, in aumento rispetto ai circa 900 milioni precedenti. Questo contrasto tra ricavi e redditività è al centro delle critiche mosse da CGIL Valle d’Aosta e FIOM-CGIL Valle d’Aosta.
I numeri che mettono in tensione la fabbrica
La lettura dei conti porta con sé conseguenze tangibili sul piano occupazionale e salariale. Per il terzo anno consecutivo più di 1.200 dipendenti non riceveranno il premio di risultato, una quota che in passato aveva integrato il reddito familiare di molte persone della zona. Le organizzazioni sindacali definiscono questo mancato riconoscimento un elemento di forte preoccupazione, soprattutto alla luce dell’aumento del costo della vita.
Il paradosso ricavi/perdita
L’aumento del fatturato non si traduce in utile operativo: i sindacati sottolineano come l’ingresso di nuove società nel perimetro consolidato spieghi l’incremento dei ricavi, ma non annulli gli squilibri di bilancio. Il dato è considerato dagli osservatori un segnale di fragilità finanziaria che richiede spiegazioni dettagliate sulle voci di costo e sulle strategie di gestione adottate dall’azienda.
Effetti diretti sui lavoratori e strumenti richiesti
Oltre alla perdita del premio, la tensione si traduce in richieste formali di intervento sul fronte degli ammortizzatori sociali. L’azienda ha infatti chiesto al Ministero del Lavoro l’attivazione della cassa integrazione straordinaria con contratti di solidarietà per la durata di un anno, che coinvolgerebbero 101 lavoratori. Nei mesi precedenti sono già stati interessati da misure di solidarietà altri 167 dipendenti.
Come funzionano i contratti di solidarietà
Con il termine contratti di solidarietà si indica una modalità che riduce l’orario di lavoro per evitare licenziamenti, integrando la perdita salariale tramite ammortizzatori. I sindacati contestano però che, in un contesto di perdite consistenti, questi strumenti siano solo una soluzione temporanea se non accompagnati da un piano industriale credibile e investimenti mirati.
Richieste sindacali e scenari per il futuro
La posizione di CGIL e FIOM è chiara: serve maggiore trasparenza e un confronto stringente sulla strategia industriale. Il segretario regionale della FIOM, Fabrizio Graziola, ha evidenziato come le rassicurazioni contenute nel Piano 2030 e le attese riposte nelle misure europee non siano sufficienti a dissolvere i dubbi sul presente e sulle prospettive occupazionali.
Tra le misure già deliberate figura un aumento di capitale sociale di 70 milioni di euro approvato dal Consiglio di amministrazione, interpretato dalle sigle sindacali come la conferma della necessità di un forte rafforzamento finanziario per garantire la continuità. Le richieste concrete avanzate ai livelli istituzionali includono l’apertura di tavoli nazionali e regionali per definire interventi mirati e investimenti pubblici che accompagnino la riconversione e il rilancio produttivo.
Un appello al territorio e alla politica
La Cogne Acciai Speciali è vista come un presidio industriale fondamentale per la Valle d’Aosta: attorno allo stabilimento ruotano famiglie, indotto e servizi. Per questo motivo i sindacati sollecitano non solo chiarimenti sull’andamento del bilancio, ma anche un dialogo con le istituzioni locali e nazionali per tutelare i livelli occupazionali e pianificare eventuali investimenti che permettano una ripresa sostenibile.
In assenza di risposte concrete, la preoccupazione resta alta: serve una strategia che metta insieme diagnosi finanziaria, soluzioni operative per i lavoratori e un progetto industriale realistico che renda compatibili crescita dei ricavi e sostenibilità economica.



