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Centro estivo Combin Camp Climat: educare i più giovani al cambiamento climatico con esperienze sul campo

Il Combin Camp Climat ha coinvolto 25 bambini e ragazzi a Gignod dal 29 giugno al 3 luglio 2026 in laboratori, uscite guidate e incontri con tecnici per comprendere il cambiamento climatico attraverso esperienze concrete.

Centro estivo Combin Camp Climat: educare i più giovani al cambiamento climatico con esperienze sul campo

Il progetto Combin Camp Climat ha inaugurato la sua prima settimana sperimentale trasformando il concetto di centro estivo in un laboratorio di cittadinanza ambientale. Tra il 29 giugno e il 3 luglio 2026 venticinque bambini e ragazzi nati tra il 2014 e il 2019 si sono ritrovati nella scuola primaria di località Variney a Gignod per un percorso che unisce gioco e conoscenza scientifica.

Più che lezioni frontali, il programma ha privilegiato attività pratiche: laboratori didattici uscite sul territorio, esplorazioni guidate e la visita al Museo Regionale di Scienze Naturali di Saint-Pierre. L’obiettivo era chiaro: far percepire il cambiamento climatico come un fenomeno che si osserva e si misura, non solo come teoria sui libri.

Attività svolte e ruolo delle istituzioni locali

La settimana ha proposto un ventaglio di esperienze pensate per avvicinare i giovani al concetto di ecosistema alpino. I partecipanti hanno preso parte a laboratori pratici che spaziavano dall’osservazione della biodiversità locale alla raccolta e interpretazione di semplici dati ambientali. Sono state incluse uscite nelle aree limitrofe per leggere il paesaggio montano come un sistema vivo e vulnerabile.

Collaborazioni scientifiche e visite tecniche

Un momento rilevante è stato l’incontro con tecnici e ricercatori di ARPA Valle d'Aosta e della Fondazione Montagna Sicura. Qui i ragazzi hanno visto da vicino come si svolgono le misurazioni scientifiche: dal monitoraggio dei ghiacciai alla raccolta di dati climatici. L’approccio pratico ha permesso di trasformare numeri e grafici in segnali concreti di cambiamento, rendendo il dato ambientale uno strumento di lettura del territorio.

Mobilità sostenibile, contenuti prodotti e prospettive future

La componente logistico-educativa del progetto ha curato anche la coerenza tra metodo e pratica: tutti gli spostamenti sono stati organizzati con mezzi pubblici inserendo la mobilità sostenibile tra gli elementi didattici. In questo modo il viaggio stesso è diventato un momento di apprendimento sulla riduzione dell’impronta ecologica e sulle alternative alla mobilità privata.

Al termine della settimana i partecipanti hanno redatto il DecaClima un decalogo di dieci azioni quotidiane ideate dai ragazzi per diminuire l’impatto ambientale. Si tratta di raccomandazioni concrete, che vanno dal risparmio energetico a scelte di consumo più consapevoli, pensate per essere applicate nella vita di tutti i giorni.

Il progetto è stato seguito dall’équipe di Equipe Arc-en-Ciel e da guide naturalistiche che hanno accompagnato i giovani nella lettura del paesaggio alpino. Il presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, Gabriel Diémoz, ha evidenziato come l’iniziativa si inserisca nelle funzioni attribuite dalla legge regionale 6/2014, valorizzando il territorio e promuovendo la crescita culturale delle nuove generazioni.

Dal punto di vista amministrativo, l’operazione è stata possibile anche grazie al contributo delle risorse europee del programma Interreg ALCOTRA PARCOURS+ Cambiamenti Climatici che hanno permesso di concepire la dimensione alpina come spazio di cooperazione e investimento educativo.

Programmazione e continuità

Il successo della prima settimana ha motivato gli organizzatori a confermare una seconda edizione per l’estate: è prevista infatti una nuova settimana dal 17 al 21 agosto 2026 e il progetto verrà riproposto anche nel 2027. L’ambizione è trasformare l’esperimento in un modello replicabile sul territorio, capace di integrare divulgazione scientifica e sensibilizzazione ambientale nelle attività rivolte ai minori.

L’insieme delle attività mostra come il cambiamento climatico possa diventare oggetto di educazione quotidiana: non un’emergenza astratta, ma qualcosa che i ragazzi possono osservare, misurare e su cui possono agire con semplici comportamenti. Nelle comunità alpine, dove il rapporto con l’ambiente è diretto, questo tipo di esperienza assume un valore formativo particolarmente significativo.

Combinando momenti ludici e contenuti scientifici, il Combin Camp Climat punta a costruire una generazione capace di riconoscere i segnali ambientali e di sperimentare pratiche di sostenibilità fin da giovane età. L’attenzione ai dettagli operativi — come la mobilità pubblica e le collaborazioni con enti tecnici — rende il progetto un esempio di come l’educazione ambientale possa essere progettata in modo concreto e integrato con le politiche locali.

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